
Alla vigilia della Maturità 2026, che inizia domani con la prima prova scritta, molti studenti stanno vivendo le ultime ore di ripasso in compagnia di una community online. Il trend si chiama “Study with me” e consiste in dirette social in cui creator e utenti studiano insieme, spesso in silenzio, mostrando libri, appunti, tablet e scrivanie.
Nato su piattaforme come YouTube e Twitch e poi esploso su TikTok, il format trasforma i social network, spesso considerati fonte di distrazione, in strumenti per mantenere la concentrazione. La logica è semplice: collegarsi a una live, vedere altre persone che studiano e sentirsi parte di una routine condivisa può aiutare a procrastinare meno e a gestire meglio l’ansia pre-esame.
Il fenomeno intercetta un bisogno reale dei maturandi: non sentirsi soli. Nelle giornate che precedono l’esame di Stato, l’isolamento può aumentare stress e insicurezza. Le aule studio virtuali creano invece una presenza collettiva, fatta di silenzio, pause, messaggi di incoraggiamento e consigli tra studenti.
C’è però anche un aspetto meno visibile, ma importante: quello della sicurezza digitale. Partecipare o avviare una live significa esporsi online. Una scrivania ripresa dalla webcam può mostrare dettagli personali: nome e cognome su quaderni, scuola frequentata, documenti, notifiche sullo schermo, posizione geografica intuibile da oggetti o ambienti domestici. Elementi apparentemente innocui possono contribuire a costruire un profilo digitale molto più preciso di quanto si immagini.
Anche le interazioni meritano attenzione. Le chat delle live possono diventare spazi utili per condividere strategie di studio, ma anche luoghi in cui ricevere messaggi indesiderati, link sospetti o richieste di contatto da sconosciuti. Per questo è importante usare le piattaforme con alcune cautele: controllare cosa entra nell’inquadratura, disattivare notifiche visibili, evitare di mostrare documenti personali, moderare i commenti e non cliccare su link inviati da utenti non verificati.
Il successo di “Study with me” passa anche dall’estetica: luci calde, cancelleria ordinata, musica rilassante o rumore della pioggia trasformano lo studio in un rituale digitale rassicurante. Ma proprio questa cura dell’immagine può spingere gli studenti a condividere più del necessario, dimenticando che ogni live lascia tracce e può essere vista, registrata o ricondivisa.
Il trend racconta quindi una doppia trasformazione: da un lato, i social diventano uno strumento di concentrazione e supporto emotivo; dall’altro, ricordano quanto sia importante educare i più giovani a una presenza online consapevole. Studiare insieme può aiutare, soprattutto alla vigilia di un appuntamento importante come la Maturità, ma la prima regola resta proteggere i propri dati e la propria identità digitale.