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CAMPANELLO DI ALLARME

Sharenting, l’allarme della National Crime Agency: “Le foto dei figli sui social possono diventare materiale per l’IA criminale” 

Nell'era dell'intelligenza artificiale generativa, degli scatti innocenti possono trasformarsi in qualcosa di completamente diverso e finire nelle mani di criminali.

La National Crime Agency (NCA) del Regno Unito ha lanciato l’allarme sullo sharenting  nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.  L’agenzia britannica, che combatte il crimine organizzato, insieme alla Internet Watch Foundation (IWF) ha pubblicato nuove linee guida rivolte a genitori e caregiver per sensibilizzare sui rischi della condivisione online di immagini e informazioni sui propri figli. Secondo le autorità britanniche, il fenomeno rappresenta oggi una vulnerabilità crescente, alimentata dalla diffusione di strumenti di intelligenza artificiale capaci di manipolare fotografie reali e trasformarle in materiale di abuso sessuale generato artificialmente. 

Fino a pochi anni fa i criminali dovevano instaurare un contatto diretto con i minori per ottenere immagini intime. Oggi non è più necessariamente così.

Grazie ai cosiddetti strumenti di “nudification” basati sull’intelligenza artificiale, basta una fotografia perfettamente innocente reperita sui social per creare immagini o video falsi ma estremamente realistici. Non servono fotografie compromettenti: anche un semplice selfie, un’immagine in costume da bagno o una foto scattata durante un’attività sportiva possono essere manipolati.

Secondo la NCA, molti genitori ignorano completamente questa possibilità. 

Tim Wright, della National Crime Agency, ha dichiarato: “Gli strumenti di intelligenza artificiale stanno diventando sempre più potenti, accessibili e facili da usare; stiamo osservando come i malintenzionati li sfruttino per prendere di mira i minori in modi nuovi. Le immagini condivise online – anche le comuni foto di famiglia – possono essere sottratte e manipolate per creare contenuti a sfondo sessuale, all’insaputa del bambino o dei genitori. Mentre noi e le forze dell’ordine contrastiamo i responsabili di tali atti, la prevenzione resta fondamentale. Invitiamo i genitori e chi si prende cura dei minori ad adottare fin da subito alcune semplici misure: controllare le impostazioni della privacy sui profili social; valutare con attenzione chi può accedere alle immagini dei propri figli; e parlare apertamente con familiari, amici, scuole e associazioni della condivisione di immagini e del consenso. Soprattutto, se dovesse verificarsi un problema, mantenete la calma, rassicurate vostro figlio spiegandogli che non ha alcuna colpa e segnalate l’accaduto alla polizia, affinché si possa intervenire il più rapidamente possibile“.

Kerry Smith, Amministratore Delegato dell’IWF, ha dichiarato: “La minaccia è inquietante. Quando le immagini di una persona sono online, questa può diventare un facile bersaglio per i criminali; chiunque, e in particolare i bambini, rischia di finire nel mirino. Non vogliamo dire di non condividere le foto dei propri figli con le persone amate e di cui ci si fida, ma vogliamo che tutti siano consapevoli dei potenziali rischi e possano prendere una decisione informata, disponendo di tutti gli elementi necessari. Non si tratta di minacce ipotetiche: sono reali. L’impatto di queste immagini può essere devastante. I danni sono concreti. E il rischio di conseguenze durature è qualcosa che, credo, ogni genitore farebbe di tutto per prevenire. Vogliamo restituire loro questo potere e avviare un dibattito pubblico sull’opportunità di condividere immagini online come prassi abituale“.

Alcuni dati forniti dall’IWF

  • Nel 2025, l’IWF ha individuato 8.029 immagini e video generati dall’IA che ritraevano abusi sessuali su minori in modo realistico, registrando un aumento del 14% dei contenuti illegali prodotti tramite IA rispetto all’anno precedente.
  • Altri 82 elementi sono stati classificati come vietati e soggetti a provvedimenti ai sensi della legge britannica, anche laddove il materiale non fosse fotorealistico (come nel caso di cartoni animati, illustrazioni e animazioni).
  • Dei 3.443 video di abusi sessuali su minori generati dall’IA individuati – un dato che rappresenta un incremento di oltre 260 volte rispetto ai 13 video rilevati nel 2024 – il 65% è stato classificato nella Categoria A. Si tratta della categoria giuridica più grave prevista dalla legge britannica, che comprende reati quali stupro, tortura a sfondo sessuale e bestialità.
  • Per confronto, il 43% dei video illegali non generati dall’IA esaminati dall’IWF nel 2025 rientrava nella Categoria A; ciò dimostra che l’IA viene utilizzata per creare contenuti caratterizzati da maggiore violenza.

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