Advertisement
CAMPANELLO DI ALLARME

EES negli aeroporti UE: allarme per i nuovi controlli biometrici ai confini Schengen

Compagnie aeree e gestori aeroportuali denunciano malfunzionamenti del sistema di ingresso/uscita per i passeggeri extra-UE: attese fino a sei ore e rischio di sospensioni temporanee dei controlli digitali

Tra gli operatori aeroportuali europei cresce la preoccupazione per l’impatto operativo del nuovo sistema di ingressi/uscite dell’UE, noto come Entry/Exit System (EES), pensato per registrare in modo digitale i movimenti dei cittadini extra-Schengen attraverso dati biometrici come impronte digitali e riconoscimento facciale.

Il sistema, introdotto progressivamente negli scali europei a partire dal 2025, riguarda tutti i viaggiatori provenienti da paesi terzi, inclusi i cittadini britannici post-Brexit. L’obiettivo dichiarato era modernizzare i controlli di frontiera, ridurre le frodi d’identità e velocizzare i flussi grazie anche a procedure self-service e pre-registrazione dei dati. Tuttavia, la fase di implementazione si sta rivelando più complessa del previsto.

Secondo diversi gestori aeroportuali, il sistema presenta frequenti rallentamenti e malfunzionamenti, con la conseguenza di duplicare controlli già effettuati e rallentare l’accesso ai varchi. In alcuni scali si sono già registrate code di diverse ore, aggravate dai picchi di traffico estivi.

L’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, ha avvertito che il sistema rischia di essere “incompatibile con i picchi di afflusso”, fino a ipotizzarne una sospensione per evitare “disastri operativi”. Sulla stessa linea anche Stefan Schulte, presidente di Airports Council International Europe, che ha criticato apertamente l’efficacia dell’EES, sostenendo che “non funziona” come previsto.

Anche le compagnie aeree segnalano criticità significative. Secondo International Air Transport Association (IATA), i tempi di attesa potrebbero arrivare fino a sei ore negli aeroporti più congestionati, con impatti diretti su coincidenze e operatività dei voli. Alcuni vettori, tra cui Wizz Air e Ryanair, hanno già invitato i passeggeri a presentarsi con largo anticipo per ridurre il rischio di perdita dei voli.

In diversi casi, i disservizi hanno già causato problemi concreti: passeggeri rimasti a terra e voli mancati a causa dei ritardi nelle procedure biometriche. Alcuni aeroporti, soprattutto in Grecia, avrebbero temporaneamente ridotto o sospeso l’uso del sistema per gestire meglio i flussi.

La situazione normativa rimane tuttavia incerta, con posizioni divergenti tra autorità nazionali e istituzioni europee. La Commissione europea, attraverso un portavoce, ha respinto le accuse di inefficienza, attribuendo i ritardi a fattori strutturali come carenza di personale, limiti infrastrutturali e concentrazione dei voli in determinate fasce orarie. Secondo l’istituzione, il sistema sarebbe comunque pienamente operativo in tutta l’area Schengen.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, il settore aeroportuale continua a segnalare un livello di criticità elevato, soprattutto in vista dei prossimi picchi stagionali di traffico passeggeri.

Back to top button