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AI & ROBOTICA

Norvegia, stretta sull’AI generativa nelle scuole: vietata agli studenti fino a 13 anni

Dal prossimo anno scolastico stop a ChatGPT e strumenti analoghi per i più giovani. Uso consentito solo sotto supervisione tra i 14 e i 16 anni, mentre per i più grandi diventerà materia di apprendimento

La Norvegia si prepara a introdurre una delle regolamentazioni più restrittive in Europa sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nelle scuole. Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha annunciato che, a partire dal prossimo autunno, gli studenti fino ai 13 anni non potranno utilizzare strumenti di AI generativa durante il percorso scolastico.

La misura entrerà in vigore con l’inizio del nuovo anno scolastico e punta a limitare l’impatto delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale nelle fasi più delicate dell’apprendimento.

Secondo Støre, il provvedimento nasce dall’esigenza di preservare lo sviluppo delle competenze fondamentali. «La cosa più importante a scuola è che i nostri figli imparino a leggere, scrivere e fare di conto», ha dichiarato il premier, sottolineando come il governo riconosca il potenziale dell’intelligenza artificiale ma ritenga necessario un approccio prudente nel contesto educativo.

Alla base della decisione vi sono diversi studi che evidenziano come un utilizzo non controllato degli strumenti generativi possa indurre gli studenti a bypassare processi cognitivi essenziali per l’apprendimento. Un rischio che, secondo l’esecutivo norvegese, si inserisce in un contesto più ampio di progressivo calo delle competenze scolastiche registrato negli ultimi anni.

La nuova strategia prevede tuttavia un approccio graduale. Gli studenti tra i 14 e i 16 anni potranno utilizzare applicazioni di AI generativa esclusivamente sotto la supervisione degli insegnanti e all’interno di attività didattiche controllate. Per la fascia compresa tra i 17 e i 19 anni, invece, l’obiettivo sarà opposto: insegnare un utilizzo consapevole, critico e professionale degli strumenti di intelligenza artificiale, in vista dell’ingresso nell’istruzione superiore e nel mondo del lavoro.

La decisione della Norvegia si inserisce nel crescente dibattito internazionale sul ruolo dell’AI nell’istruzione. Mentre molti sistemi scolastici stanno sperimentando l’integrazione di chatbot e assistenti intelligenti nelle attività didattiche, Oslo sceglie una linea più cauta, puntando prima sul consolidamento delle competenze di base e solo successivamente sull’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale.

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