
A seguito di un’indagine durata diciannove mesi, la Commissione europea ha inflitto una multa al colosso dell’e-commerce Temu per violazione del Digital Services Act (DSA). L’inchiesta ha evidenziato importanti carenze nei sistemi di controllo e tracciamento dei prodotti, che avrebbero consentito la diffusione nell’area euro di articoli illegali o potenzialmente pericolosi.
Secondo Bruxelles, esiste una “probabilità elevata che i consumatori europei si imbattano in prodotti non conformi” sulla piattaforma. Un elemento che, secondo le autorità, dimostra l’assenza di adeguati standard di trasparenza e sicurezza nelle operazioni commerciali del marketplace.
La sanzione, annunciata giovedì 28 maggio, si basa su tre principali irregolarità emerse durante gli accertamenti:
-l’azienda utilizza valutazioni generiche dei rischi nel settore e-commerce, senza un’analisi specifica del proprio impatto;
-sottostima in modo significativo la presenza di prodotti illegali che raggiungono i consumatori;
-non ha valutato adeguatamente il ruolo dei propri algoritmi di raccomandazione e delle strategie pubblicitarie nella diffusione di prodotti non conformi alle normative europee.
Secondo le autorità europee, una quota rilevante dei prodotti presenti su Temu non rispetterebbe gli standard di sicurezza dell’UE. Le criticità risultano particolarmente evidenti nel settore dell’infanzia.
Diversi giocattoli sono stati classificati a rischio medio o alto, sia per la presenza di sostanze chimiche oltre i limiti consentiti, sia per la presenza di piccoli componenti potenzialmente pericolosi per il rischio di soffocamento. Un quadro che, secondo l’UE, evidenzia gravi lacune nei controlli di qualità e sicurezza della piattaforma.
La multa attualmente ammonta a circa 200 milioni di euro, ma potrebbe aumentare qualora l’azienda non presenti un piano d’azione ritenuto adeguato dalla Commissione europea. Temu ha tempo fino al 28 agosto 2026 per proporre misure correttive considerate sufficienti.
Il Digital Services Act, entrato pienamente in vigore nel 2024 dopo una fase iniziale di applicazione graduale avviata nel 2022, ha finora prodotto un numero limitato di sanzioni, principalmente a causa della complessità delle indagini sui grandi operatori digitali.
Il caso Temu rappresenta la seconda sanzione in ordine cronologico e la più rilevante in termini economici, segnando un passaggio significativo nell’applicazione della normativa europea.
Prima di Temu, anche la piattaforma X, di proprietà di Elon Musk, era stata oggetto di interventi legati al DSA. In quel caso, la sanzione – pari a 120 milioni di euro – riguardava la mancanza di trasparenza nei processi di verifica degli utenti e nella gestione delle inserzioni pubblicitarie, in un contesto in cui Musk ha più volte criticato la normativa europea accusandola di limitare la libertà di espressione.
Nonostante la scadenza fissata dall’UE, appare complesso che Temu riesca a risolvere rapidamente le criticità evidenziate. Il suo modello di business si basa sulla capacità di intercettare e rispondere in tempi molto rapidi alle tendenze di consumo, un approccio che renderebbe onerosi e rallentanti controlli più rigorosi sui prodotti destinati al mercato europeo.
Inoltre, il modello economico dell’azienda risulta ancora fragile: nonostante la forte crescita e le campagne pubblicitarie aggressive, Temu continua a registrare perdite. Secondo un’inchiesta di Wired, nel 2023 l’azienda avrebbe perso in media circa 30 dollari per ogni pacco spedito negli Stati Uniti.
Nel frattempo, alcune fabbriche partner avrebbero iniziato a ridurre la collaborazione con la piattaforma, orientandosi verso altri operatori del settore e-commerce.