
Il conflitto medio-orientale, dopo questa seconda ondata di attacchi che segue e replica l’attacco “digitale” di ieri, pone le premesse per una svolta che andrà combattuta in maniera diversa, senza spostare truppe e occupare territori, ma pianificando interventi la dove la sicurezza digitale non è presidiata e lascia varchi attraverso i quali agire, colpire, avanzare.
Il risultato delle due esplosioni non è dato solo dalla sommatoria delle vittime, dei feriti, della conta dei danni. Ne esce compromessa la struttura di governo dell’intera catena di comando logistico, la Supply chain del Libano. Che andrà interamente ricostituita o ricostruita. Per poter raggiungere risultati affidabili, ci vorranno più dei 5 mesi utilizzati per poter contare sulla la consegna dei dispositivi. Molte le società coinvolte nella elaborazione della “fornitura”. Con molti nomi italiani coinvolti nella vicenda, ma nessun soggetto giuridico effettivamente italiano.
L’analisi del tragitto percorso dalla fornitura. Di certo c’è Taiwan. Il governo di Taiwan ha ammesso il coinvolgimento oggettivo di Gold Apollo, un’azienda attiva nell’elettronica che ha curato il confezionamento finale dei cercapersone destinati ai miliziani di Hezbollah, offrendo la disponibilità a fare chiarezza, ma anticipando di non conoscere chi e dove ha collaborato alla realizzazione di altre fasi del progetto.
Gold Apollo conferma che la fornitura si è conclusa molti mesi or sono. Il ministero degli Affari economici di Taiwan, in una nota, ha depotenziato l’eventuale ruolo della società operante nel proprio territorio sostenendo che il cercapersone ha «solo una funzione di ricezione e una batteria incorporata». Ma una simile riduzione, oltre che un’offesa alla intelligenza, è manifestamente insostenibile. Così come inaccettabile appare la circostanza che un alto funzionario dichiari che « non vi è alcuna possibilità di morte o lesioni causate da un’esplosione».
Dopo aver preso visione delle immagini, Gold Apollo «ha messo in dubbio che si trattasse di un suo prodotto e ha ritenuto che il cercapersone fosse stato modificato dopo essere stato esportato».
Secondo i dati ufficiali dell’azienda , dal 2022 all’agosto del 2024 Gold Apollo ha esportato circa 260.000 cercapersone, di cui quasi 41.000 nei primi otto mesi di quest’anno. Tra le principali destinazioni figurano i Paesi europei e americani. Ma non risultano registrazioni di spedizioni dirette verso il Libano. Né si hanno notizie relative a precedenti segnalazioni di esplosioni simili a quelle di oggi e di ieri, sui vari modelli utilizzati per gli attacchi e non tutti riconducibili ad un fornitore unico. Alcuni dispositivi radio vhf rimandano ad una società giapponese, Icom, con i propri modelli Ic-V83 danneggiati e semidistrutti.
La esplosione dei walkie talkie causate dalla batterie trappola potrebbe aver avuto un riconfezionamento finale molto più recente e risalente a poche settimane or sono. Risalendo il corso di tutta la fornitura, qualche spicchio di luce ci aiuterà a realizzare l’intera ricostruzione del tutto e inquadrare bene la svolta digitale che ha perforato Hezbollah in Libano.