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Parte la sperimentazione per lo smartwatch contro stalker e violenza sulle donne

L’orologio sarà direttamente collegato con i carabinieri

E’ lo smartwatch destinato a vittime di atti persecutori o comunque di violenza di genere  e che,  collegato direttamente alla centrale operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Roma che, può essere attivato direttamente da chi  si veda in pericolo e in automatico in caso di aggressione.

Il progetto pilota è stato presentato lo scroso martedì 14 maggio in Procura, a Roma, e si deve ad un protocollo siglato dal procuratore capo Francesco Lo Voi e il generale Marco Pecci, a capo del Comando dell’Arma.

L sperimentazione partirà a Roma a giugno nella prima fase, lo smartwatch verrà dato ai casi più delicati ; con l’entrata a regime verrà diffuso in modo più ampio.

“Si tratta di un protocollo tecnico particolare nel quale sono indicate le regole che prevederanno, tra le altre cose, la sperimentazione in una fase iniziale e poi, speriamo, l’entrata a regime di questo ‘orologio’ che svolgerà un compito innovativo e che, a nostro avviso, dovrebbe essere molto importante in quell’attività di contrasto. Sarà infatti collegato direttamente con la centrale operativa dei carabinieri del Comando Provinciale di Roma che, in tempo reale, è in condizione di ricevere un segnale di richiesta di aiuto dalla vittima dei reati della violenza di genere e inviare subito una pattuglia in soccorso”.

Sono le parole del Procuratore di Roma,  Lo Voi L’orologio ha “un enorme potenziale”, spiega Lo Voi: “con il geolocalizzatore la pattuglia più vicina raggiungerà la vittima che sarà, a sua volta, avvisata tramite una vibrazione che i militari sono stati attivati.”

L’allarme partirà automaticamente, senza schiacciare nulla, nel caso l’orologio subisca dei colpi o ci sia un tentativo di rapina”, spiega Lo Voi.

Il progetto arriva anche in virtù dei dati diffusi dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, a capo del pool antiviolenze :nel 2023 a Roma i procedimenti penali da codice rosso sono stati 3737, oltre 10 al giorno. “Le proiezioni dicono che c’è una crescita e che, dal 2024, saranno 4000 l’anno. Noi abbiamo formulato in 884 casi la richiesta di misura cautelare. In ben 332 casi si è trattato di carcere e per altri 57 di arresti domiciliari”, ha aggiunto Cascini.

Alla luce di un esame di tutti i casi di violenza di genere, gli inquirenti insieme ai pm di piazzale Clodio, consegneranno alle vittime -che verranno individuate caso per caso- il dispositivo, connesso con la rete telefonica tramite l’apparato cellulare dell’utente, su consenso della vittima.

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