TUTELA DEI MINORI

New York fa causa ai social

Il sindaco Eric Adams contro Meta, Youyube, Snapchat e TikTok

La città di New York ha presentato lo scorso mercoledì una denuncia formale contro i maggiori social network (TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat e YouTube) colpevoli di aver “incoraggiato una crisi di salute mentale tra i minori a livello nazionale”. 

La denuncia è stata depositata presso la Corte Suprema della California, lo Stato in cui ha sede la maggior parte delle aziende tecnologiche dal sindaco Eric Adams ed è stata presentata congiuntamente dall’Ufficio del sindaco, dal Dipartimento dell’Istruzione e dal Dipartimento della Salute.

New York spende 100 milioni di dollari all’anno per i programmi di trattamento della salute mentale dei giovani, ha dichiarato Adams: “Molti siti di social media finiscono per mettere in pericolo la salute mentale dei bambini, promuovono la dipendenza e incoraggiano comportamenti malsani”, ha affermato.

La denuncia è nei confronti delle big tech Meta (proprietaria di Facebook e Instagram), Alphabet (proprietaria di YouTube), Snap Inc. (proprietaria di Snapchat) e ByteDance (proprietaria di TikTok).

L’ azione legale si deve ad un crescente allarme sul possibile impatto negativo dei social media sulla salute mentale dei più giovani. A gennaio scorso, il CEO di Meta Mark Zuckerberg si è scusato con le famiglie durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti, ammettendo che l’azienda avrebbe potuto fare di più per proteggere i teenager online.

La denuncia del Sindaco Adams sostiene che le aziende abbiano utilizzato la ricerca psicologica per rendere le loro piattaforme il più coinvolgenti possibile, spingendo i giovani utenti a passare sempre più tempo su di esse e questo avrebbe portato a depressione, ansia, autolesionismo e persino suicidio tra gli adolescenti.

New York City chiede alle aziende di mettere in atto salvaguardie più forti per proteggere i minori. 

Le società di social media -che non sono nuove a queste cause( stanno già affrontando centinaia di denunce da parte di genitori e distretti scolastici) – respingono le accuse: un portavoce di Meta ha infatti dichiarato che l’azienda vuole che gli adolescenti abbiano “esperienze online sicure e adatte all’età”; TikTok ha affermato che continuerà a lavorare per mantenere la community al sicuro mentre YouTube ha negato le accuse, dicendo di aver creato “servizi e politiche per offrire ai giovani esperienze adeguate all’età”.

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