SICUREZZA DIGITALE

Da oggi le nuove regole europee sui servizi online diventano legge per tutti

Operativo da oggi il Digital services act che si applica a tutti gli intermediari online

Dal oggi il Digital services act (Dsa), il pacchetto di regole europee sui servizi digitali, diventa legge per tutti. Fornitori di cloud e di hosting, motori di ricerca, ecommerce e servizi online e, in generale, tutti gli intermediari in rete dovranno adeguarsi alle norme che impongono trasparenza su algoritmi e pubblicità, lotta alla violenza online e alla disinformazione, protezione dei minori, stop alla profilazione degli utenti.

i punti su cui si sofferma maggiormente il Digital Service Act sono la mancata age verification e la volontà di tutelare i fruitori minorenni in rete con l’obiettivo di aumentare notevolmente la responsabilità dei gestori di servizi online nei confronti dei minori, considerati soggetti vulnerabili sia come target pubblicitari sia come potenziali vittime di cyberbullismo e abusi.

L’Unione europea richiede da oggi che qualunque prestatore di servizio intermediario principalmente destinato a minorenni o utilizzato in prevalenza da essi spieghi in modo chiaro e comprensibile per tutti le condizioni e le restrizioni che si applicano all’utilizzo della piattaforma che dovrà inoltre adottare misure precise ed adeguate per garantire un elevato livello di tutela della privacy, di sicurezza e protezione dei minori.

L’altro punto cardine è il controllo dell’età degli utenti : verrà infatti imposta già in fase di progettazione dei servizi online l’adozione di misure per la verifica dell’età, controllo parentale e strumenti volti alla segnalazione di abusi e ottenimento di sostegno, al fine di portare al rispetto delle regole Ue sul consenso degli utenti under 16, che prevedono un trattamento lecito dei dati soltanto se tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale; pratica che ad oggi risulta facilmente aggirabile sulla maggior parte dei portali web.

Entra in vigore anche l’obbligo di non presentare inserzioni pubblicitarie basate sulla profilazione, cioè sull’utilizzo di dati personali del destinatario del servizio, nel caso in cui quest’ultimo sia minorenne.

La legge, dopo aver stilato queste prime e fondamentali linee guida, non impone alle aziende delle pratiche comuni da adottare per il conseguimento di tali obiettivi, ma prevede che possano essere concordate tra i gestori e la commissione Ue.

La normativa non si rivolgerà alle piccole aziende, con meno  di 50 dipendenti e i 10 milioni di fatturato . Per le piattaforme che infrangeranno le norme, sono previste sanzioni e multe fino al 6% del fatturato annuale e fino al 5% dei ricavi medi quotidiani per ogni giorno di ritardo nell’applicazione delle contromisure richieste.

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