STRATEGIE

20 anni di Facebook

Lo storia del social, da un dormitorio di Harvard alla big tech Meta

Il 4 febbraio 2004 Mark Zuckerberg e un piccolo gruppo di compagni di dormitorio del collegio di Boston lanciavano TheFacebook, il social che prometteva nuove connessioni e relazioni tra compagni universitari. In poco tempo ha conquistato rapidamente molte università americane, allargandosi a tutto il Paese.

Alla fine dell’anno il network aveva conquistato gli altri atenei dell’Ivy League, mentre l’investitore Peter Thiel ci aveva scommesso i primi 500mila dollari e il social contava ormai un milione di profili.  Nel 2005 diventava semplicemente “Facebook”.

A metà del 2008, tocca i 100 milioni di iscritti, spodestando MySpace come il più grande social network dell’epoca e lancia le versioni in lingua spagnola, tedesca e francese ; nel 2009 arriva sugli smartphone con la sua prima app. Nel 2009 tocca i 300 milioni di utenti, ma arrivano anche i primi problemi: le organizzazioni per i diritti online citano in giudizio Facebook per violazione della privacy. In risposta alla causa, nel 2010 Zuckerberg ammette la paternità da parte dell’azienda di alcuni “errori” e alla fine del 2011 il network firma un accordo con le autorità statunitensi. 

Intanto, nel 2010 il regista David Fincher mandava al cinema “The Social Network” film che racconta Zuckerberg come un genio dell’informatica ma ne racconta il tradimento nei confronti dei gemelli Winklevoss, con i quali aveva sviluppato l’idea alla base di Facebook e che risarcirà  nel nel 2011 con 65 milioni di dollari.

Il ritratto al negativo di Zuckerberg viene in parte mitigato a dicembre del 2010, quando la rivista Time lo nomina “Uomo dell’anno” per aver “trasformato il modo in cui viviamo ogni giorno”.

Nel 2011, la piattaforma svolge un ruolo chiave nelle proteste della Primavera araba e, in futuro, influenzerà molte delle grandi rivoluzioni in giro per il globo. 

Nel 2012 Facebook acquisisce l’app di condivisione di foto, Instagram, per 1 miliardo di dollari. Nel 2014 segue l’app di messaggistica WhatsApp, comprata per 19 miliardi di dollari. Le due app oggi sono tra le più usate e diffuse. Alla fine dell’anno, Facebook supera il miliardo di utenti.

Nel 2016, il social viene accusato di aver permesso a Mosca di influenzare le elezioni statunitensi e torna a essere il bersaglio di politici e commentatori. Centinaia di falsi profili russi hanno acquistato pubblicità per aumentare tensioni e malcontento prima delle elezioni presidenziali, in cui Donald Trump risulterà poi vincitore.

Due anni dopo scoppia lo scandalo “Cambridge Analytica”: la società britannica recupera, a loro insaputa, i dati di 50 milioni di utenti di Facebook per promuovere la vittoria di Trump. In seguito a queste rivelazioni, nell’aprile 2018 Mark Zuckerberg prometterà al Congresso degli Stati Uniti di voler combattere, più efficacemente, fenomeni terribili come la disinformazione e l’hate speech.

 Alla fine del 2021, la società cambia nome in Meta, riprendendo la parola greca che significa “oltre”. Obiettivo dichiarato è quello di guardare al futuro tra visori ottici, realtà virtuale e Metaverso

Oggi il social ha ammesso che, solo nel febbraio 2022, ha perso un milione di utenti attivi giornalieri, potendo però contarne tra gli attivi, ben 1,96 miliardi, circa un quarto della popolazione mondiale.

Meta ha perso allora più di un quarto del suo valore in Borsa, oltre 200 miliardi di dollari, un record, per Wall Street.

La caduta è continuata per tutto l’anno, prima di uno spettacolare rimbalzo nel 2023. All’inizio del 2024, il gruppo ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre 1.000 miliardi di dollari.

Intanto, per competere con X e con il principale rivale Elon Musk,  ad agosto 2023 Meta lancia l’app Threads, mentre dallo scorso novembre, Facebook e Instagram offrono una versione senza pubblicità, con un abbonamento a pagamento (tra i 10 e i 13 euro al mese) per le persone che non vogliono dare accesso ai propri dati personali.

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