AEROSPAZIO

UAP (Unidentified Aerial Phenomena). Cambio di paradigma: la domanda non è più se esistano quanto piuttosto definire cosa siano. Anche NASA apre un programma di studio del fenomeno

Thomas Zurbuchen, amministratore associato per il Direttorato della Missione Scientifica della NASA: “Il nostro piano è quello di condurre un'indagine aperta che si spera faccia progredire la nostra comprensione in modo che, una volta terminata, avremo almeno una tabella di marcia su come procedere”

Washington DC. La NASA ha annunciato pochi giorni fa l’intenzione di iniziare a studiare gli UAP. Il team di esperti collezionerà dati relativi agli avvistamenti di fenomeni volanti non identificati al fine di analizzarli per migliorare la comprensione dei misteriosi oggetti. 

L’annuncio della nuova iniziativa, che dovrebbe partire all’inizio del mese di ottobre e richiedere circa nove mesi per essere completata, arriva a poco più di tre settimane da un’ udienza del Congresso definita storica, durante la quale i legislatori statunitensi hanno interrogato due autorevoli esperti di intelligence e difesa su molteplici segnalazioni di UAP da parte di piloti militari. 

Sono 144 solo gli avvistamenti documentati dai piloti della Marina americana dal 2004, la maggior parte dei quali, secondo il dipartimento della difesa (DoD), “probabilmente rappresentano oggetti fisici”. 

Le apprensioni sono di vario genere. Marco Rubio, Senatore Repubblicano dello stato della Florida e presidente della commissione congiunta dei servizi segreti, uno degli organi più potenti di Capitol Hill, sottolinea l’aspetto sicurezza nazionale e prevenzione da minacce ostili: “Tutto ciò che penetra senza autorizzazione il nostro spazio aereo è una minaccia…Voglio che (il fenomeno) sia preso sul serio. Voglio che esista un processo per analizzare i dati ogni volta che questo succeda”.

Anche la sicurezza del volo nel contesto civile sembra un fattore delicato; uno studio valutativo sui potenziali fattori di rischio impliciti alla presenza di UAP nei nostri cieli pubblicato il 25 giugno 2021 dall’ufficio direttivo del National Intelligence, puntava il dito verso 11 mancate collisioni tra gli strani oggetti volanti ed il traffico aereo.   

“Nel corso dei decenni, la NASA ha risposto alla necessità di indagare alcuni dei misteri più complessi che conosciamo, e questo non è diverso,” ha affermato Daniel Evans ai giornalisti durante un’intervista telefonica.Evans è il funzionario della NASA responsabile del coordinamento logistico della ricerca, che sarà diretta dall’astrofisico David Spergel, presidente della Simons Foundation di New York.

I quesiti sulla validità di uno studio del genere da parte della scienza “tradizionalista” non sono mancati. C’è ancora chi definisce l’annunciata ricerca come un passo in direzione incerta rispetto all’atteggiamento dettato dalla saggezza convenzionale, anche se NASA non fa mistero della sua postura, attribuendo alla analisi la legittima potenzialità di essere in grado di rimodellare profondamente il modo in cui pensiamo al mondo.

Le dichiarazioni del Dr.Thomas Zurbuchen contribuiscono a chiarire questo concetto:

 “Abbiamo accesso a una vasta gamma di osservazioni della Terra dallo spazio – e questa è la linfa vitale dell’indagine scientifica. Abbiamo gli strumenti e le risorse umane in grado di migliorare la nostra comprensione dell’ignoto. Questa è la definizione stessa di scienza. È quello che facciamo”. “Non sottovalutate mai ciò che la natura può fare. A volte abbiamo la convinzione di comprendere il mondo naturale e che tutto ciò che non è spiegato con le leggi della natura in vigore in questo momento non sia naturale”.

“Credo davvero che ci sia ancora molto da imparare.”

Back to top button