SICUREZZA DIGITALE

ATTACCO HACKER: MA COSA STA SUCCEDENDO?

Oggi a Roma un convegno per spiegare scena e controscena del conflitto digitale che coinvolge l’Italia

Doveva essere il giorno del Giudizio Universale ma – almeno all’apparenza – non è successo nulla. Addirittura ad un certo punto gli hacker filorussi del gruppo KillNet si sono complimentati con il CSIRT italiano, ovvero con il Computer Security Incident Response Team che costituisce la sala operativa di coordinamento nel caso di attacchi cibernetici.

Chi è avvezzo a bazzicare certi contesti storce il naso e si chiede cosa ci sia di vero nel cuore che sovrasta il logo del baluardo tricolore.

Insospettisce anche il testo del messaggio, la cui pur frettolosa analisi riconosce che non è stato scritto in italiano con un software di traduzione.

Si legge infatti “CSIRT Italian, Eccellenti specialisti lavorano in questa organizzazione. Ho effettuato migliaia di attacchi a tali organizzazioni, anche cyberpol non dispone di un tale sistema per filtrare milioni di richieste. Al momento vedo che questi ragazzi sono dei bravi professionisti! Falso governo italiano, ti consiglio di aumentare lo stipendio di diverse migliaia di dollari a questa squadra. CSIRT Accettate i miei rispetti signori!

Qualche nostro connazionale – temporaneamente arruolato o infiltrato nei ranghi di KillNet – ambisce ad un posto in una delle articolazioni dell’Agenzia Cyber e non si accontenta della retribuzione a livello di quella della Banca d’Italia?

Il canale Telegram di KillNet è scivolato su una buccia di banana oppure è sfuggito il controllo sugli “amministratori” di quel flusso di comunicazione?

A distanza di qualche ora – proprio mentre quelli del CSIRT stavano giustamente brindando dopo i complimenti del “nemico” – il post che era presente su tutti i canali di KillNet collegati tra loro viene modificato su @KillNet_hacking, il cuore sullo stemma sparisce e appare un’immagine ben più inquietante…

Il corpo penzolante di un individuo impiccato non è certo un buon segno e impone a limitare gli entusiasmi.

Sul canale della Legione, le “truppe speciali” di KillNet, esce un altro post in cui viene indicato un file in formato Excel che probabilmente contiene (o avrebbe dovuto contenere) informazioni estratte dal server csirt.gov.it….

“WeAreKillNet” a sua volta dà voce al presumibile italiano della squadra che scrive “Ho dimenticato di dirlo ai miei CSIRT preferiti, non dimenticare di correggere questo errore. Il tuo database non funziona correttamente.

La tragedia lascia intravedere le sfumature della farsa, ma sarebbe un peccato “prendere il telecomando” e indirizzare altrove la nostra attenzione…

L’attacco hacker all’Italia è tema certamente suggestivo e se ne parlerà oggi a Roma (l’evento lo si può seguire sia su YouTube sia su Facebook) nella sede della Fondazione Willy Brandt e del nascente centro di studi e ricerche JANUS (Joint Advanced Network Upon Security) al Palazzo dei Bergamaschi in via di Pietra.

“L’attacco hacker all’Italia spiegato alla casalinga di Voghera” è il titolo provocatorio della conferenza e Maria Teresa Lamberti – chiamata a moderare l’incontro che si prevede incandescente – ha immediatamente voluto fare importanti precisazioni. “Lo stereotipo della casalinga di Voghera ha fatto il suo tempo e può valere solo se si riconosce in lei il desiderio di capire, saperne di più, essere aggiornata, partecipare” ha sottolineato la dottoressa Lamberti, caporedattrice del Giornale Radio RAI e conduttrice di “Mary Pop” e “Vittoria su Radio 1. “Per smontare pregiudizi e preconcetti chiameremo qualcuno del pubblico ad immedesimarsi in un curiosissimo notaio di Udine, famelico nel voler conoscere il più possibile su quanto accade nei sotterranei di Internet…

Il convegno – improntato sulla massima chiarezza espositivo e sulla opportunità a tutti di capire senza cervellotiche interpretazioni – prevede la partecipazione di Andrea Aparo (manager e docente universitario, visiting scientist al MIT e autore nel 1995 de “Il Libro delle Reti – manuale di saggezza telematica” edito da ADNKronos) e di Giuseppe Corasaniti (oggi avvocato e professore ma noto a tutti come storico magistrato dalla straordinaria operatività sul fronte del computer crime). Terzo incomodo il sottoscritto nella parte del “reduce” che di queste battaglie ne ha vissute e non ne ha sentito solo parlare…

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