CITTADINI & UTENTI

FS Grandi Minzioni: 1 euro per fare pipì

Grandi Stazioni SpA salverà il suo bilancio sfruttando quelli a cui scappa?

Genova, stazione Brignole. Se ci dovete andare tenete un euro a portata di mano, perché se avete necessità della toilette la barriera automatica non ha pietà per nessuno.

Mi muovo spesso per ragioni di lavoro e normalmente me la riporto a casa e me ne libero la sera. Una vescica allenata o stagna. Ma dopo più di quattro ore sul Frecciargento Roma-Genova delle 6.25 – complici l’aver viaggiato a bordo di materiale rotabile “flinstoniano” e l’aver prosciugato un thermos con un litro di cappuccino bollente – penso di avere il tempo per provare il brivido di utilizzare i servizi igienici pubblici.

Un’esperienza in bilico tra la reincarnazione di Indiana Jones e la partecipazione emotiva per chi soffre della “sindrome di Prostamol” (che nella prossima pubblicità andrà sicuramente ad inserire “Sono andato a fare il biglietto del treno” oppure “Ho dato un’occhiata ai tabelloni di arrivi e partenze”) mi permette di trovare il sorriso dopo il traballante percorso in una prima classe che forse faceva riferimento all’esordio scolastico e non al livello di comfort auspicato dall’utente.

In attesa di prendere la coincidenza per la mia destinazione finale mi cimento nella ricerca dei mal segnalati “servizi”, mentre il mio pensiero corre a chi ha seri problemi a trattenere i liquidi biologici alle prese con indicazioni non proprio precisissime e l’assenza di un cartello in prossimità della “boutique della minzione”.

Con altre persone animate dal medesimo proposito faccio almeno due giri atrio-corridoio-atrio-corridoio, prima di capire che quel bugigattolo con le porte automatiche non è una filiale bancaria o una gioielleria di lusso. Ma l’aver trovato il Sacro Graal (sempre di tazza si tratta…) non significa aver compiuto la missione: se non si ha in tasca una moneta da un euro si rallenta la corsa anche a chi è giunto poco dopo al fatidico traguardo.

I combattimenti epici con la “macchinetta cambiasoldi” arrivano dopo che chi ha bruciato tutti all’arrivo si volta e chiede se qualcuno ha da cambiare una banconota in “soldi spicci”. Tutti a tenersi stretto l’euro e mal gliene incoglie a chi pensa con 2 euro di ricevere il resto, perché il tornello accetta solo ed esclusivamente il taglio prefissato da 1…

Pagato il pedaggio, ci si mette in coda perché la capienza è quella che è (forse in considerazione che il progettista aveva calcolato gli spazi reputando che quella tariffa avrebbe tenuto lontani gli avventori) e quindi bisogna attendere…

Il rito del lavaggio delle mani aggiunge un “non so che”. Tutto automatizzato, tutto predisposto per evitare che si debba toccare nulla nel pieno rispetto della normativa anti-Covid. Basta mettere le mani sotto il pannello orizzontale e subito i sensori attivano la specifica funzione. I lavandini incorporano – da destra a sinistra – l’erogatore di aria per asciugarsi, il rubinetto e il dispenser del sapone. Quest’ultimo non funziona e sul ripiano è presente un contenitore in plastica (simile a quello del ketchup, ma trasparente) da cui far uscire il sapone esercitando la giusta pressione sul centro del “barilotto”.

Il pensiero di chi lo aveva schiacciato con le stesse dita con cui poco prima aveva riposto l’altro tubo si prospetta disincentivante e a dispetto della dilagante igienizzazione e molti si limitano a ricorrere all’acqua corrente…

Uscendo mi rivolgo al Cerbero di guardia ai tornelli chiedendo dove si ritirano gli “esiti”. Mi guarda stralunato e gli spiego che per un euro mi aspettavo le analisi delle urine e almeno i valori di albumina e uricemia…

Non mi risponde ma capisco che un simile servizio non era assolutamente incluso nel prezzo…

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