CAMPANELLO DI ALLARME

In auto a Trinità dei Monti, la nuova legge sulla protezione dei beni culturali forse non è ancora sufficiente

L'inasprimento delle pene previsto dalla normativa non è servito a punire il gesto

Pochi giorni fa a Roma un tizio straniero a bordo di Maserati ha pensato bene di discendere la scalinata di Trinità dei Monti a bordo dell’auto fuggendo dopo aver raggiunto Piazza di Spagna e lasciandosi alle spalle la rottura di qualche gradino di un bene patrimonio dell’umanità.  Rintracciato e denunciato a piede libero non ha potuto lasciare il nostro Paese solo perché aveva perso il passaporto.

In questi giorni anche la facciata della Basilica del Redentore alla Giudecca e la chiesa di Sant’Antonin a Castello a Venezia sono state prese di mira da atti vandalici che hanno danneggiato edifici dal grande significato religioso, storico e culturale.

Dalle martellate alla Pietà di Michelangelo ai danni riportati dalla Fontana dei Fiumi del Bernini a Piazza Navona, quando un uomo si tuffò nella vasca usando come trampolino la coda di uno dei mostri marini, spezzandola, negli anni, il patrimonio artistico del nostro Paese ha subito diversi atti di vandalismo


E’ ancora vivo il ricordo del danneggiamento della statua dell’elefante del Bernini di piazza della Minerva a Roma, e , sempre nella Capitale, lo sfregio del monumento funerario del Beato Angelico nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, una delle chiese più famose della città.

 In occasione del trionfo della Francia al Mondiale di calcio  nel 2018 diversi tifosi presero d’assalto Campo de’ Fiori a Roma e le fontane che si trovano a pochi passi dall’ambasciata francese. I danni tutto sommato furono limitati soprattutto se confrontati a quelli patiti nel febbraio 2015 dalla Fontana della Barcaccia di Gian Lorenzo Bernini, in piazza di Spagna, sempre a Roma, finita vittima dei tifosi olandesi del Feyenoord in trasferta. In quell’occasione i danni furono stimati in milioni di euro. 

Punizioni purtroppo sempre lievi o inesistenti come nel caso dei tifosi citati.

La denuncia a piede libero è deterennte di poco conto soprattutto quando si è cittadini stranieri che probabilmente mai torneranno più in Italia.

Il nostro Paese in merito è sotto osservazione da parte degli Organismi Internazionali. Detiene il 70% di tutto il patrimonio culturale mondiale e da anni mantiene il primato del più alto numero di beni patrimonio dell’umanità nel mondo, 58 , seguita dalla Cina.

All’avanguardia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato con una severissima legge penale del 2009, la normativa è stata molto più blanda sino a poche settimane fa nei confronti degli stessi reati commessi in tempo di pace. Basti pensare che il danneggiamento comune era punito con una contravvenzione.

Lo scorso mese di marzo il Parlamento ha finalmente approvato una nuova legge che interviene sia sul codice penale che su quello dei beni culturali nell’ottica di un inasprimento del trattamento sanzionatorio in linea a quanto richieso dalla Convenzione di Nicosia recentemente ratificata dal nostro Paese. 

In particolare, il provvedimento inserisce nel codice penale un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio culturale, composto da 17 nuovi articoli, con i quali punisce con pene più severe il furto, l’appropriazione indebita, il riciclaggio e il danneggiamento di beni culturali. Oltre alla previsione di nuove specifiche fattispecie di reato la legge prevede altresì un’aggravante da applicare a qualsiasi reato che, avendo ad oggetto beni culturali o paesaggistici, provochi un danno di rilevante gravità.

La novellazione partita dalla revisione dell’art..518 ter del codice penale (furto di beni culturali) è giunta a prevedere un art. 518 duodecies e terdecies per ridefinire l’ipotesi di danneggiamento per giungere alla sequenza undevicies (19) recante reati commessi all’estero. Un’elaborazione così articolata dovrebbe far pensare che nessuno potrà più farla franca. 

La legge è invece vigente da poche settimane ma lo sconsiderato in Maserati a Trinità dei Monti di fatto è rimasto impunito. Serve un passo in più altrimenti si ha l’impressione che qualcosa non quadri.  

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