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Sono solo canzonette

Confesso di non aver mai visto in vita mia nessuna puntata dell’Eurovision e, se non facendo zapping, nemmeno quando gareggiavano i connazionali Maneskin.

La trasmissione, comunque, mi ha fatto ricordare i “bei tempi” di Giochi senza Frontiere dove buona parte degli europei si davano battaglia nei modi più strani e forse anche così si provava a costruire l’ Europa.

Mi ha colpito, tuttavia, l’ironia scatenatasi nel web per la vittoria del gruppo ucraino perché da quello che si intuisce non sarebbe stato il più meritevole.

Ma personalmente ritengo che la vittoria attribuita all’Ucraina soprattutto grazie al televoto degli eurospettatori non sia stato così scandaloso e mi è dispiaciuta la reazione (anche se l’umorismo e satira sono sempre ben accetti). 

Per non parlare del fatto che i televotatori erano probabilmente ignari di combattere a loro volta in quel momento una piccola guerra, poi vinta, contro gli hacker dei guerrafondai aggressori.

Infatti, a fronte della vittoria di una canzone piuttosto che di un’altra, è stato molto più valido il segnale di vicinanza e solidarietà lanciato ad un paese in guerra e sotto attacco contribuendo alla ​resistenza contro delle scelte scellerate.

La vittoria della ragionevolezza rispetto alla follia e, perché no, al pericolo di una ennesima guerra mondiale.Ed allora ammesso che non fosse la canzone più bella, ma chi se ne frega ma viva l’ Ucraina evviva la libertà e viva la musica.

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