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Turismo delle radici. Niente di nuovo.

SI cominciano a vedere i primi scricchiolii nel PNRR all’italiana. Progetti molto di nicchia, per-la-carità sicuramente validati dagli occhiuti censori brussellesi che hanno bollinato la via italica ai copiosi fondi NeXtGenerationEU. Però, siamo sicuri? Cui prodest realmente? Serve davvero?

Con gran pompa è stato presentato un progetto che fa capo al Ministero degli Esteri, finanziato in ambito PNRR Misura 1, Componente 3, Investimento 2.1, Progetto “Il turismo delle radici – una strategia integrata per la ripresa del settore del turismo nell’Italia post Covid-19” (pagina 107 e seguenti del PNRR, pubblicato da italiadomani.gov.it) subito seguito da un bando di ricerca di un Esperto in materia per la gestione 

Ci sembra però trattarsi di un’operazione di “riciclo” di un progetto già decotto, almeno fin dai tempi dell’Expo 2015 di Milano che, nell’ambito delle iniziative dell’epoca, si era inventata il progetto “Made of Italians” di cui restano tracce oramai solo nella memoria di Youtube, visto che il sito ufficiale http://www.madeofitalians.expo2015.org/ è stato liquidato insieme alla società Expo 2015 S.p.A..

E dietro ai grandi proclami, alla fine si trattava nientedimeno che di… coupon, stile The Fork, come spiegato “in soldoni” sul sito InformaGiovani di Roma Capitale.

Ma veniamo al progetto del 2022 e alla ricerca dell’Esperto, trovata su Linkedin. Anzi, in realtà, degli Esperti, che saranno due, come annunciato dal MAECI sul sito ufficiale.

Primo fatto: lo stipendio sarà buono, almeno si spera, visto che il PNRR ha stanziato parecchi soldini per il “turismo delle radici”, ricompreso nell’investimento “Attrattività dei Borghi” che per ora ha funzionato, visto che ha “attratto” ben 1,02 miliardi di Euro.

Secondo fatto: come già accennato, non si tratta di una novità. Addirittura esiste un Master apposito, organizzato dall’Università della Calabria, con una trentina di vincitori del bando di ammissione. E soprattutto di ampia e copiosa letteratura scientifica in materia, almeno dalla fine degli anni ’90 (all’estero, ovviamente).

Terzo fatto: ma ce n’era proprio bisogno? In questo interessante e documentato pezzo su “Econopoly” de Il Sole 24 Ore online risalente all’estate 2021, Luca Martucci non ne sembra molto convinto. O meglio, ritiene superfluo destinare (come di fatto è) agli “oriundi” o ai neo-iscritti all’AIRE (categorie recentemente affollate da calciatori dichiaranti più o meno remote eredità genetiche dal Bel Paese) questa iniziativa, quanto forse più coinvolgente rivolgere gli stessi sforzi a chi l’Italia non la conosce proprio. Ciò in contrasto a quanto sostiene il Ministero degli Affari Esteri, che ha già elaborato un suo Rapporto sul fenomeno del “turismo delle radici”.

Giusto ieri si sono chiusi i due bandi velocissimi, aperti dal 4 al 19 aprile. Ecco il primo, perfettamente attagliato sul piano studi del Master citato. Il secondo, alla ricerca di un Social Media Manager e Content Manager. Stipendio massimo: € 54.000 lordi annui. Bene ma non benissimo.

Siamo ansiosi di congratularci con chi sarà prescelto dopo la selezione comparativa per colloquio.

E ci sovviene che, all’estero, questa cosa va sotto il nome di “vacanze VFR”, che non fa riferimento alle “regole del volo a vista” per i piloti, ma semplicemente a “Visiting Friends and Relatives”. Insomma, le vacanze a scrocco di parenti e amici all’estero…

Chissà cosa ne penserebbe il Mandingo Kunta Kinte di queste “radici” del terzo millennio…

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