SICUREZZA DIGITALE

Gli hacker assaltano l’impero Lottomatica?

Colpita “Bet9ja” leader del gioco d’azzardo in Nigeria che dal 2015 sarebbe partecipata da Goldbet.it

Gli scommettitori italiani possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno per il momento. I pirati informatici hanno preso di mira le scommesse online ma – per ora – hanno solo sfiorato il nostro Paese.

“che c’azzecca l’Italia” direbbe Antonio Di Pietro…

Il mercato africano del “gioco online” è ritenuto di interesse non solo per le imprese tradizionali ma anche per il crimine organizzato.

Ma non ci si distragga. Non si guardi alla distanza geografica tra noi e la Nigeria, ma si tenga conto che la società sventrata digitalmente dagli hacker ha (o comunque ha avuto) strette relazioni con il colosso nazionale Lottomatica.

Vittima di questi giorni è “Bet9ja”, che – lanciata nel 2015 – ha rapidamente conquistato il redditizio mercato di settore. L’azienda risulterebbe partecipata al 50 per cento da Goldbet.it, il cui nome spicca nella pagina web del gruppo hacker “Black Cat” che avrebbe mandato a segno il colpo.

L’indicazione – apparentemente gratuita – o è segno che i banditi hanno voluto sottolineare la propria rigorosa precisione nello studio delle visure camerali o di altra documentazione societaria, oppure – a voler mutuare le espressioni delle anteprime cinematografiche – suona come un funesto “coming soon”… 

Goldbet rientra nella costellazione di Lottomatica di cui è una delle stelle più lucenti e possederebbe Bet9ja con due miliardari nigeriani, Ayo Ojuroye (Chief Executive Officer e quindi gran capo operativo dell’azienda) e Kunale Soname (grande appassionato sportivo, proprietario del “Remo Stars Football Club” e della squadra portoghese di seconda divisione “Clube Desportivo Feirense”).

cosa è successo a Bet9ja?

L’incursione dei briganti ha sortito due effetti. Il primo? Sono stati mandati in tilt i sistemi con la cifratura fraudolenta dei dati ed è scattata la richiesta di riscatto.

La pretesa dei criminali è sicuramente proporzionale al volume d’affari della grande realtà che muove enormi masse di denaro.

Veniamo alla seconda – non meno devastante – conseguenza di questo attacco informatico. Ossia la sottrazione dei dati che ha di prassi preceduto lo scompiglio dell’azione della procedura di crittografia che ha reso inservibili archivi e documenti.

Chi è curioso di sapere quali informazioni siano state portate via non deve faticare ad impegnarsi in acrobatici sforzi di immaginazione.

I delinquenti non hanno certo portato via soltanto nomi, cognomi, indirizzi mail e poche altre briciole comunque utili per future imprese criminali. Il cuore del bottino sono i documenti di identità e i riferimenti alle carte di credito degli scommettitori, ovvero quel che i giocatori online hanno inoltrato alla piattaforma di scommesse per poter buttare il proprio denaro sfidando la sorte.

I “signori” del gruppo Black Cat non hanno fatto alcun mistero a proposito del malloppo che hanno furtivamente sottratto a Bet9ja. Una immagine pubblicata sul blog della banda dà una cocente prova che la “missione” è andata a buon fine…

“Che c’azzecca quell’uomo di colore o quell’altro ancora?”

Chi vede l’immagine pensa ad un mondo lontano chilometri e chilometri. Anche se gli sfortunati immortalati nello screenshot “non ci somigliano”, dalle nostre parti non si deve liberare la fantasia perché non c’è alcuna necessità di esagerare.

Se le piattaforme di un certo gruppo imprenditoriale di quel settore sono “simili”, probabilmente hanno analoghe vulnerabilità.

Se le piattaforme dialogano tra loro grazie a qualsivoglia modalità di interconnessione dei server rispettivamente disponibili, non è da escludere un “contagio” di situazioni imbarazzanti.

Tutti diranno di essere super-protetti e che non si corre alcun pericolo. Lo dicevano sicuramente anche i manager di Bet9ja, alla guida di una azienda che domina quella fetta di mercato di servizi telematici in una Nazione nota per una indiscutibile “vivacità” fraudolenta al punto che una fetta di malefatte informatiche è classificata con la dizione “frodi nigeriane”. Abituati a difendersi dalla “effervescenza” della gente del posto, è certo che le protezioni non mancavano. Eppure….

Se qualcuno non lo sa, anche da noi chi vuole aprire un “conto gioco” (vale a dire un borsellino elettronico da cui spillare soldi per le scommesse digitali) segue la medesima procedura che le vittime hanno utilizzato per “iscriversi” a Bet9ja o a qualunque altra analoga piattaforma.

L’invio di “una copia fronte-retro del documento di riconoscimento in corso di validità (Carta d’Identità, Patente di Guida o Passaporto)” non deve farci dimenticare che un eventuale “assalto” virtuale espone le nostre informazioni personali a grande rischio e il timore di un furto di identità non sembra così infondato.

Senza dubbio le precauzioni adottate da Lottomatica sono a prova di pirati informatici. Senza dubbio l’operatività della Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è un’ulteriore garanzia.

Un po’ di prudenza, però, sono sicuro che non guasta…

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