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Scoop de “La Repubblica” sulla morte di Anna Politkovskaja

Quel dannato 7 sottobre 2006 – secondo il giornale fondato da Eugenio Scalfari – ad uccidere la giornalista dissidente Anna Politkovskaja non sono stati i colpi di pistola che l’hanno trafitta.

Il simbolo dell’opposizione a Putin non sarebbe rimasta vittima delle ferite mortali dei quattro colpi d’arma da fuoco (uno le aveva centrato la testa) ma sarebbe rimasta vittima di un avvelenamento a causa del piombo contenuto nei proiettili.

La notizia – cui il quotidiano romano non ha voluto dare la dovuta enfasi per non incentivare il protagonismo di chi ha involontariamente riaperto e risolto uno dei inconsapevoli”cold case” legato ad un delitto feroce nell’ascensore di un palazzo di Mosca oltre quindici anni fa.

Dovranno prenderne atto anche quelli di Wikipedia, sulle cui pagine appare ancora una versione dei fatti che Repubblica TV con il suo “Da Abramovich ad Anna Politkovskaya: chi si oppone a Putin finisce avvelenato” avrebbe smentito clamorosamente.

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