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ULTIM’ORA – Morti (dal ridere) gli hacker che hanno colpito le Ferrovie dello Stato

Crisi di panico umoristico tra i pirati informatici di mezzo mondo: sembra di sentire un disperato coro di “abbiate pietà di noi…”

Non ci frega niente di conoscere il movente degli hacker. Spiace contraddire Pierguido Iezzi, CEO di Swascan, e non condividere le dichiarazioni che ha rilasciato all’AGI a proposito della figura da “peracottari” meritata dal Gruppo Ferrovie dello Stato.

Non ci si difende in ragione delle intenzioni o degli obiettivi di chi una bella mattina si sveglia e decide di affondare i nostri sistemi informatici. Ci si difende. E basta.

Invece di perdersi in chiacchiere che esasperano il clima di ragionevole apprensione e che espongono vieppiù al pubblico ludibrio la realtà leader del trasporto nazionale, sarebbe il caso di cospargersi il capo di cenere e ammettere di aver fatto non una ma tutta una serie di cazzate.

E’ venuto, inesorabile, il momento in cui non basta organizzare convegni, degustare tramezzini e sorseggiare un calice di prosecco nel coffee-break, congratularsi vicendevolmente dei risultati mai conseguiti con colleghi di altre realtà pronti a vantare anch’essi traguardi raggiunti se non in qualche presentazione PowerPoint….

E’ giunta l’ora di farla finita con i buoni propositi e di cominciare con qualche buon esempio che comprovi l’impegno riversato.

Si faccia tesoro di questa solenne mortificazione che ha mostrato al mondo intero il nostrano grado di preparazione e di reattività. Per dirla con la buonanima di Riccardo Pazzaglia, “il livello è basso”.

Nemmeno l’indimenticabile Peter Sellers, protagonista dell’esilarante Hollywood Party, avrebbe saputo interpretare il “mediatore” del Gruppo FS meglio di chi per mestiere ha inanellato una serie di errori epocali nella gestione della richiesta del riscatto da parte degli estorsori digitali.

La situazione è talmente drammatica che non mi perdonerò mai di non riuscire a smettere di sghignazzare dinanzi ad uno scenario tanto macabro. La vicenda dondola tra l’incredibile e il grottesco.

E’ incredibile che una holding di quella caratura gestisca le risorse informatiche con così poca serietà da esser stata permeabile ad un attacco ransomware.

E’ grottesco il racconto delle trattative con i criminali.

Siccome la sicurezza informatica non interessa nessuno, preferisco dirottare la chiacchierata sugli aspetti folkloristici. A propria scelta si può guardare lo spassoso Matteo Flora oppure l’intramontabile Woody Allen.

Il fenomenale Flora, super esperto e non meno sadico sciacallo del sottoscritto, in un imperdibile video su YouTube narra il “deragliamento” dei sistemi informatici di Rete Ferroviaria Italiana. Un racconto memorabile, da salvare sul proprio pc, da conservare per l’eternità su DVD o persino su una cassetta VHS per gli amanti del vintage. La possibile trama di uno spettacolo comico di sicuro successo è condensata in filmato diventato “cult” in poche ore.

Woody Allen, invece, casca a fagiolo con una fatidica scena di “Prendi i soldi e scappa”. I fotogrammi in cui il cassiere non capisce quel che chi tenta la rapina, dove sul biglietto l’impiegato legge “siete sotto giro” e interpreta nei modi più bizzarri la grafia con cui è scritto “questa è una rapina”….

Ogni ulteriore commento su quanto è tragicamente accaduto è sostanzialmente inutile.

Se si fosse in un Paese serio, chi è responsabile diretto ed indiretto dell’increscioso episodio sarebbe già stato cacciato. A tenergli compagnia sarebbero quelli che lo hanno scelto, quelli che gli hanno affidato incarichi di cui non era all’altezza, quelli che non si sono accorti della sua inidoneità, quelli che magari gli hanno pagato stipendi faraonici…. I giuristi parlano di “culpa in eligendo” e “culpa in vigilando”. La gente di chiesa si accontenterebbe di un “mea culpa, mea maxima culpa”…

Non si venga a dire che tutto sommato non ci sono stati danni ingenti o disagi insopportabili. Essere stati fortunati o essere incappati nella clemenza di briganti quasi buoni non significa che l’evento sia da lasciare alle spalle con la stessa leggerezza con cui è stato atteso ed affrontato.

Si ha idea dei “danni collaterali” di incidenti di quel genere? Stavolta la circolazione dei treni non ne ha risentito, ma in una prossima occasione un virus o un ransomware potrebbero ripercuotersi sulle attività professionali, commerciali e industriali di chi rimane al binario. Difficile poi dire “poteva andare peggio…..”

Tra qualche giorno con grande disinvoltura ci si dimenticherà di questa vergognosa esperienza. I responsabili saranno rimasti al loro posto. Nessuno avrà imparato la lezione. Voi avrete perso il tempo a leggere queste poche righe, e io lo avrò perso a scriverle.

Speriamo soltanto che gli hacker non siano davvero defunti per le troppe risate, ma volteggino al soffitto come il banchiere di “Mary Poppins” appena ascoltata la barzelletta di “una persona con una gamba di legno di nome Smith”…

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