ENERGIA

Pensieri e parole (soprattutto parole)

Come liberarsi del gas russo in 24-30 mesi. Di Mogol-Battisti-Cingolani

Suvvia Ministro, ora la giovane Greta non ci sente, parliamoci liberamente. Non è certo colpa sua, Ministro Cingolani, se si è diffuso il mito che di energia si debbano occupare i figli dei fiori e se un complessissimo progetto di evoluzione energetica viene messo nel piano di ripresa sotto la voce Rivoluzione Verde.

Nel giro di pochi giorni, lei è uscito due volte sulla ruota di Kiev come un numero ritardatario, prima per dirci che qualcuno ci sta truffando sui carburanti e pur di non perseguire i truffatori il Governo ci ha messo una pezza levando le accise, con cui noi Stato comunque ci manteniamo, è una partita di giro; quindi i truffatori continuano a truffare e noi pagheremo in altra forma. Poi, meno cripticamente ma altrettanto genericamente, ha annunciato che in 24-30 mesi usciamo dal gas russo. Opinione la sua senza impegno, perché ci sono altri ministeri, enti e danti causa per realizzare la cosa, il MiTE è un osservatore, un critico, come dice Jago quando tutti lodano la bella Desdemona.

Seguiamo il suo ragionamento. L’Italia può rendersi indipendente dal gas russo già nel 2023 e senza impiegare nuovo carbone. Così il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, nel corso della trasmissione di Rai 3 “Agorà Extra”. Oggi Mosca ci fornisce circa 29 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, olltre il 40% della nostra domanda. Ma entro primavera inoltrata 16 miliardi di metri cubi saranno rimpiazzati da altri fornitori nel mondo. 

Un attimo. Perché nessuno ci spiega come funziona la fornitura? Sarebbe bello, darebbe l’idea che oltre alle parole ci sono dei pensieri. Nessuno pensa che ci sia Putin con una manopola a dare la mandata del gas. Ci saranno (ci sono) delle aziende russe che stipulano degli accordi di trasporto e consegna al punto di ingresso sulla rete (a Tarvisio). Come progredisce il prezzo del gas man mano che si avvicina alle nostre case o fabbriche? Chi stipula, ENI o qualche intermediario?

Ora questi “altri fornitori nel mondo” chi sono? Di quali prezzi al MWh stiamo parlando rispetto a quelli russi (oggi flottanti ben oltre i 200 €/MWh)? Quali sono gli aspetti geopolitici di questi nuovi interlocutori? Chi se ne occupa?Lei si deve coordinare (se è lei, ma dubito, responsabile di quest’obiettivo a tre mesi) con il Ministro degli Esteri, quello dello Sviluppo Economico, quello, purtroppo oggi, della Difesa. Vorrà anche esperire qualche cooperazione UE (o almeno che non ci mettano i bastoni fra le ruote), che so, con gli altri del Sud come Spagna e Portogallo (entrambi meno del 10% di gas russo). Ministro, a caccia di gas non russo non ci andremo solo noi, giusto? e questo, sui prezzi e la geopolitica, come influirà?

Lei seguita“24-30 mesi dovrebbero consentirci di essere completamente indipendenti”.  Nel breve termine si guarda allo sviluppo delle fonti rinnovabili, la tecnologia più veloce da implementare, una volta rimossi gli ostacoli burocratici. Hai detto spostati. Ma quanto tiriamo fuori di lì? L’installato FV è oggi 20-25 GW, le isole ad accumulo non sono mai decollate, come del resto tutto l’accumulo su cui non si investe. Piani di e-mobility cercansi, e qui molto influisce il federalismo all’italiana, un sistema che sminuzza la responsabilità e nessuno ne diviene accountable. Ministro, l’85% delle merci gira su gomma. 

Andiamo avanti. Gran parte delle sue aspettative vertono sul GNL. “Aumentare la nostra capacità di rigassificare, oggi in Italia vi sono solo tre rigassificatori e in funzione al 60% della loro capacità. E “già per metà di quest’anno installeremo un primo rigassificatore galleggiante “. A ciò si aggiungeranno “altre infrastrutture nei prossimi 12 mesi”. Quante, dove? Con quali vincoli ambientali? Chi paga e quanti soldi? Analisi differenziale fra trasporto e rigassificazione? Vuole scommettere, Ministro, che a pace fatta il Nord 2 se lo papperà tutto la Germania (che non sta per nulla dando del boia a Putin)?

Quanto ai rigassificatori esistenti, a Porto Viro la situazione è la seguente: per metterlo su ci sono voluti 12 anni dallo studio di fattibilità del 1997, produzione 8 miliardi di metri cubi all’anno, capacità massima di stoccaggio di 250,000 metri cubi di GNL ogni settimana. Panigaglia (SP) attualmente ha una capacità di rigassificazione di 3.4 miliardi di metri cubi / anno. L’ampliamento dell’impianto può arrivare a 8 miliardi. Mentre al largo di Livorno non c’è praticamente rigassificazione (sicuramente ci sono i costi, come nelle centrali nucleari inattive). Quanti rigassificatori dunque? Quanto gas in aumento dal Qatar via gasiere? (ci siamo andati andati or ora ma notizie zero. Fa più scena parlare di “galleggianti”, come se fosse una meraviglia da baraccone: Porto Viro è già galleggiante). Quanto e da chi per le “altre fonti” GNL? Poi bisogna fare i conti con la capacità di trasporto delle gasiere: capacità di carico che varia da 25,000 fino a 65,000/75,000 mc.

Poi il Ministro, per il pubblico mattutino, sfodera i carburanti sintetici, dal biometano all’idrogeno. Avete letto bene: auto al metano da pastazzo di arance e biomassa bovina, oppure a celle, a metanolo, e tutto in pochi mesi. Nuovi motori flex come se li facesse il MiTE. Tuttavia, questi “richiedono più tempo” concede il Ministro Cingolani.  Se per qualche motivo (certo, chissà quale …) la fornitura russa si interrompesse prima della messa in sicurezza a lungo termine “le nostre riserve attuali e il piano di contingenza ci darebbero un tempo abbastanza lungo per arrivare alla stagione buona. Passano gli anni ma siamo sempre attaccati allo stellone.

Il ministro rassicura che il piano non prevede di richiamare in servizio le centrali a carbone L’impresa non vale la spesa. Solo in caso di grave e improvvisa emergenza, le due centrali a carbone ancora in funzione a Brindisi e Civitavecchia verrebbero mandate “a pieno regime per un periodo limitato”. Nessuna intenzione di aprire un discorso nucleare. È chiaro, non lo può aprire Cingolani che è un ministro ideologico e sta qui per fare una rivoluzione verde come propugnato nei venerdì dei nostri figli a scuola. För klimatet. 

Ci è stato insegnato il management per obiettivi. Gli obiettivi diventano tali quando sono descritti precisamente, espressi numericamente, verificati temporalmente e condizionati dal contorno. E assegnati a Tizio. Invece, ci siamo estenuati a sentire durante il virus “abbiamo un piano”. Non faceva in tempo a uscire un problema che zac! il piano, la taskforce, la cabina di regia. Signor Ministro, noi la stimiamo, coordini i suoi colleghi e ci produca qualcosa che rassomigli a questo (dati 2019):

PROIEZIONE COMPLESSIVA

Fonti rinnovabili 3%: quanto e come cresceranno?

Carbone 13%: proiezione ?

Altre fonti eterogenee (incluso un 5% residuale di nucleare importato) 12%

Gas Naturale 72%; Esaminiamolo fatto 100:

 — Di cui Russia 40% (30.3 mld mc)

— Di cui produzione interna 10%: quanto cresce? dove? come ? trivellazioni adriatiche?

 — Di cui altre fonti 50%; Vediamole:

     — Di cui gasdotto 40% (Algeria 25% + Libia 5% + Tap azero 10%) quanto cresce?

     — Di cui rigassificato: 5% (Quatar + Norvegia) quanto cresce?

     — Altre miscellanee 5

Altre fonti eterogenee (incluso un 5% residuale di nucleare importato) 12%

USCITA DA RUSSIA (totale 29 mld mc)

Gas interno aumento (anni 1 / 2 /3)

Gas esterno aumento (anni 1 / 2 /3)

Fonti non gas – decarbonizzazione (anni 1 / 2 /3) divisi per tecnologia (FV, eolo, idro, pompaggi)

PIANI DI EMERGENZA A SECONDA DI QUANDO RUSSIA DOVESSE STACCARE anticipatamente

  • Condizioni attuali di fornitura russa (struttura contratti, meccanismo revisione prezzi, impatto del pagamento in rubli or ora annunciato da Mosca)
  • Riserve ordinarie
  • Riserve strategiche
  • Clausole di aumento forniture esistenti
  • Tagli e razionamenti (economia di guerra)

DOSSIER NUOVE FORNITURE per ogni Paese

In sostanza, si devono fare convivere due uscite: quella da Mosca e quella dal fossile. Quanto realisticamente potremo centrarle entrambe senza riaprire un fascicolo nucleare? Un piano non si fa in due giorni ma con i rituali delle cabine e delle task force non si abbozzerà nemmeno nei 24-30 mesi in cui dovrebbe essere invece eseguito e completato. 

“Che ne sai tu del gas siberiano? …” 

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