PROTEZIONE & DIFESE

Guerra Russia-Ucraina, preoccupa l’utilizzo delle armi ipersoniche

Lo sviluppo di queste strumentazioni potrebbe cambiare i rapporti di forza tra le potenze nucleari del pianeta

Perdurano gli scontri in Ucraina e nel mentre delle “operazioni speciali militari” continuano a sfilare pletore di nuove e agghiaccianti strumentazioni che, a prescindere dal Diritto Internazionale Umanitario che ne preserva la legittimità, seppur non chimiche o biologiche, definirei comunque criminali.

Sono state “introdotte”, con tanto di stupore e timore americani, nuovi sistemi d’arma ipersonici, comunemente noti come missili ipersonici, ordigni particolarmente fulminei che agiscono in regime ipersonico per l’appunto, ovvero caratterizzati da un numero di Mach superiore a 5. A seconda di dove si sviluppa poi il loro moto vengono suddivisi in endoatmosferici ed esoatmosferici, come i veicoli di rientro di missili ballistici classici o Hgv.

Non sono però una novità, circolano approssimativamente dalla prima metà del secolo scorso, introdotti dai belligeranti tedeschi e finiti poi sotto attenta analisi dalle varie super potenze.

Tra queste gli Stati Uniti hanno attivamente perseguito lo sviluppo di tali strumentazioni come parte del loro programma di attacco globale tempestivo dall’inizio degli anni 2000, mentre negli ultimi anni hanno concentrato gli sforzi principalmente sullo sviluppo di veicoli plananti ipersonici, che vengono lanciati da un razzo prima di planare su un bersaglio, e missili da crociera, endoatmosferici, alimentati da motori a getto d’aria ad alta velocità.

Come suggerito da John Hyten, ex vicepresidente del Joint Chiefs of Staff ed ex comandante del comando strategico generale degli Stati Uniti, queste armi potrebbero consentire “opzioni di attacco reattive, a lungo raggio, contro minacce lontane, difese e/o urgenti quando altre forze non sono disponibili”. I critici, d’altra parte, sostengono che le armi ipersoniche mancano di requisiti di missione definiti, contribuiscono poco alle capacità militari statunitensi e non sono necessarie per la deterrenza.

I finanziamenti sono stati relativamente limitati in passato, tuttavia attualmente sia il Pentagono che il Congresso stanno dimostrando un crescente interesse nel perseguire lo sviluppo e il dispiegamento a breve termine di sistemi ipersonici. Ciò è dovuto, in parte, ai progressi fatti da Cina e Russia, entrambe in possesso di una serie di programmi di armi ipersoniche e in grado di mettere in campo veicoli operativi ipersonici di planata, potenzialmente armati con testate nucleari.

E qui casca l’asino…la maggior parte delle armi ipersoniche statunitensi, a differenza di quelle russe e cinesi, non sono infatti progettate per l’uso nucleare. Di conseguenza, le armi statunitensi richiederanno probabilmente una maggiore precisione e saranno tecnicamente più difficili da sviluppare rispetto ai sistemi cinesi e russi dotati di armi nucleari.

La richiesta di budget FY2022 del Pentagono per la ricerca ipersonica ammonterebbe a 3,8 miliardi di dollari, in netto rialzo rispetto ai precedenti 3,2 miliardi della richiesta FY2021. L’Agenzia per la difesa missilistica ha inoltre richiesto 247,9 milioni di dollari per la difesa ipersonica. Al momento, il Dipartimento della Difesa (DOD) non ha stabilito alcun programma di registrazione per le armi ipersoniche, suggerendo che potrebbe non aver approvato né i requisiti di missione per i sistemi né i piani di finanziamento a lungo termine.

Questo potrebbe benissimo essere solo l’inizio dell’escalation.

Ha inizio la primordiale faida delle dimensioni, perché si dà il caso che esse contino eccome in guerra, di chi gioca a fare Dio e spreca l’opportunità giocando a Risiko.

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