SICUREZZA DIGITALE

Anonymous ha rubato 79 gigabyte di dati alla compagnia russa del gas Transneft

L’attacco informatico è stato dedicato a Hillary Clinton

La compagnia, controllata dallo Stato russo e considerata la più grande compagnia di gasdotti e oleodotti al mondo, è stata attaccata da attivisti informatici affiliati al network internazionale di Anonymous.

Il bottino dell’incursione è una enorme quantità di informazioni estratte fraudolentemente dai server di posta elettronica di Omega, l’azienda del gruppo Transneft che si occupa di “ricerca e sviluppo”. L’incursione ha reso pubblici non solo banali e-mail ma soprattutto una valanga di documenti veicolati da dirigenti e dipendenti di quella società.

Alle fatture e alle informazioni logistiche legate alle forniture si aggiungono parecchi documenti riservati che mettono a nudo le attività progettuali e produttive del colosso russo dell’energia. Il saccheggio non ha portato alla acquisizione di vecchi scambi di corrispondenza (come spesso accade quando vengono presi di mira i server che custodiscono lo “storico” della posta) ma messaggi recentissimi che arrivano fino al 15 marzo 2022.

Tra le curiosità – utili per chi ha cattive intenzioni “digitali” – spiccano le immagini dei “rack” dei server e di vari dettagli delle “sale macchine” nonché tanta documentazione riguardante le configurazioni delle apparecchiature.

All’interno di queste email è stata anche rilevata la presenza di parecchi allegati contenenti malware e non è dato sapere se si tratti di una possibile trappola predisposta dalla stessa Transneft per danneggiare i computer di potenziali aggressori nel caso in cui questi avessero mai avuto modo di perforare le misure di sicurezza adottate dal gestore dei gasdotti.

Chi ha colpito Transneft avrebbe dedicato il data breach (ossia l’accesso fraudolento a quei sistemi) e l’esfiltration (ovvero il furto di informazioni) ad Hillary Clinton che – in un’intervista con MSNBC a febbraio – ha fatto il passo non convenzionale di incoraggiare Anonymous a lanciare attacchi informatici contro la Russia.

La Clinton, infatti, aveva dichiarato che “Le persone che amano la libertà e capiscono che il nostro stile di vita dipende anche dal sostegno di coloro che credono nella libertà, potrebbero essere coinvolte nel supporto informatico di coloro che sono nelle strade in Russia”, 

Chi è curioso di accedere alla documentazione sottratta (attività sconsigliata nell’interesse di chi vuole evitare di beccarsi un virus, ma proficua per chi svolge istituzionalmente attività di intelligence…) può trovare la “refurtiva” sul sito di Distributed Email of Secrets, iniziativa del collettivo di birbaccioni “Distributed Denial Of Secrets” che si prefigge lo scopo di fare della “trasparenza” un obiettivo imprescindibile.

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