IL CALAMAIO ALLA GRIGLIA

SOLIDARIETA’ AGLI SPONSOR SULLA GIACCA DI SALVINI

Sia ben chiaro che nessuna delle realtà i cui logo erano ricamati su quel giubbotto avrebbe mai immaginato un danno reputazionale di caratura continentale.

Il giaccone blu indossato dal leader leghista nella sua spedizione umanitaria in Polonia era stato confezionato per una Onlus, organizzazione che – grata per i contributi di tanti benefattori – aveva voluto riportare i simboli di chi sosteneva le iniziative caritatevoli.

Lo spettatore europeo, che ha visto la cordiale accoglienza che il sindaco di Przemysl ha voluto riservare ad uno degli esponenti di spicco della politica italiana, ha erroneamente pensato che i marchi riportati sull’indumento (il cui aspetto lo rendeva una versione laica dell’uniforme del plurimedagliato Generale Figliuolo) fossero riconducibili ai patron della fondamentale missione internazionale di Matteo Salvini.

A guadagnare “notorietà” attraverso televisioni, giornali e Internet sono stati gli involontari inclusi nei seguenti elenchi, ripartiti per porzione di giacca.

Sul lato sinistro (destro per chi indossa) si notano:

  • la catena di supermercati Iperal,
  • MS Emme Esse, azienda milanese che elabora soluzioni tecnologiche nel settore sanitario e per chi ha esigenze di identificazione,
  • Distribuzione Automatica Italiana DAI, realtà leader nell’area del “vending”,
  • l’industria di arredamento Poliform,
  • il network della grande distribuzione Tigros,
  • la holding finanziaria Co.ge.fin. del Gruppo Colombo,
  • l’agenzia pubblicitaria YES,
  • la produttrice di arredi d’alta gamma Flexform,
  • l’industria di componenti meccanici SACMA,
  • la Enrico Colombo SpA, costruttrice di impianti tecnologici e industriali,
  • la fabbrica OMET che realizza macchine da stampa su tessuto e per il packaging.

Sul lato destro (ovviamente sinistro per l’utilizzatore della giacca) spiccano:

Sulle maniche troneggiano il simbolo della Regione Lombardia, l’emblema della Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (il 118 lombardo) ed il logo dell’emittente Unica TV di Lecco.

Non si pensi che questa sterminata sequela sia o voglia essere una lista di proscrizione. Anzi, tutt’altro.

A chi supporta iniziative sociali va il più sincero e doveroso plauso, ma in questo momento potrebbe essere poco.

Ci si augura che qualcuno si scusi con tutte le realtà balzate loro malgrado sugli schermi di mezzo pianeta nella ripresa da una imprevedibile piccola cittadina improvvisamente divenuta ombelico del mondo.

Si spera che il “not in my name”, che non ha tardato a farsi sentire e che probabilmente non innescherà effetti risarcitori, possa avere “effetti collaterali”.

Effetti collaterali? Semplice. Ad esempio l’accoglimento della legittima pretesa di non rientrare nella coreografia dello sciacallaggio politico o mediatico in queste giornate drammatiche in cui è in bilico il futuro dell’umanità.

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