CAMPANELLO DI ALLARME

Cosa passa nella testa del “nemico”?

Un messaggio nelle chat dei russi filo-putiniani lo svela.

Che il conflitto tra Russia e Ucraina venga giocato anche a colpi di propaganda è un fatto scontato ed è una propaganda che viene profusa da entrambi gli schieramenti, anche il nostro. Ricordiamo bene infatti le finte immagini degli attacchi messe in onda dai TG RAI e di Mentana ma che in realtà erano state tratte da un videogioco, così come quelle del carrarmato russo che schiacciava una macchina alla cui guida c’era un povero vecchietto ucraino, salvo poi scoprire che il cingolato era in realtà un veicolo ucraino che aveva perso il controllo a causa della mancanza dei tasselli gommati intra-cingolo.
Solo un beota oggi potrebbe bersi le notizie, da qualsiasi schieramento esse provengano, senza esercitare un minimo di spirito scettico, siamo infatti nell’epoca della guerra di informazione.
Conscio di ciò e avendo abitato e lavorato per ben sette anni in Russia, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione per interpellare tanti dei miei amici russi, chiedendo loro cosa pensassero delle ragioni dietro il conflitto. 
Sebbene circa il 70% di essi sia apertamente contrario alle azioni di Putin, rimane da comprendere le ragioni di quel rimanente 30% di filo-putiniani.
Attraverso i miei amici russi sono quindi entrato in possesso di un messaggio che gira nelle chat russofone che supportano l’azione di Putin. Il messaggio è stato generato dall’ “Unione dei veterani delle forze speciali del GRU intitolata agli eroi della Federazione Russa” ovvero i famigerati Spetsnatz e ritengo sia doveroso condividerlo per aiutarci a comprendere cosa passi nella testa del “nemico”. La parola “nemico” l’ho messa volutamente tra virgolette, perché allo stato attuale tale parola rappresenta solo lo schieramento ideologico e politico contrapposto a quello della NATO e finché ci si attacca solo a parole, rientra tutto nel consentito e lecito, sperando che tutto rimanga così.
Ciò che segue però è molto interessante perché rappresenta la base di giustificazioni morali che il “nemico” adotterebbe qualora si trasformasse, nel caso di un conflitto con la NATO, in nemico armato e senza le virgolette. 
Ecco il messaggio:

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Oggi abbiamo l’opportunità di pubblicare l’intelligence relativa a dati sulla preparazione di una provocazione seguita da un colpo infido mirato alla distruzione della popolazione nel territorio delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR). 
Putin con le sue mosse ha anticipato l’Ucraina e la NATO e ha effettivamente salvato centinaia di migliaia di vite nelle due repubbliche. 
Un giorno prima dell’inizio della guerra, sono state prese decisioni fatali per sterminare la popolazione di lingua russa nel Donbass. L’esercito ucraino (AFU), sotto la guida dei battaglioni nazionali, si stava preparando a iniziare un’operazione militare nel Donbass il 25/02/22. 
Vladimir Putin, grazie alle sue fonti di intelligence, è stato in gradi di anticipare i piani di Kiev e dell’Occidente e ciò gli ha permesso di prendere l’iniziativa strategica. 

Circa una settimana prima dell’inizio dell’operazione speciale russa, Eduard Basurin riferì di una mappa dell’attacco al Donbass che fu intercettato alle forze armate ucraine. In questo piano erano chiaramente descritte le modalità di attacco al Donbass:
– attacchi di artiglieria a lungo raggio
– lanci di missili MLRS (ndr: la versione moderna dei razzi Katiusha, sviluppata dagli ucraini) 
– attacchi con l’aviazione
– attacchi con i gruppi tattici operativi (OTG) da Nord, Sud ed Est
 
Il gruppo tattico operativo ucraino “Vostok” avrebbe dovuto agire per assicurare la dissezione tra il Donetsk e Lugansk in una manovra della durata di tre giorni, sino al raggiungimento del confine russo
Contemporaneamente l’OTG “YUG” avrebbe 
dovuto agite con una funzione di distaccamento insieme all’OTG “Aidarovtsy“. 
Nel nord
 a Luhansk, le forze armate ucraine avrebbero dovuto operare sotto la copertura del settore destroe avrebbero dovuto incontrarsi nella regione di Komsomolsk a sud di Donetsk e tagliare la DPR e la LPR dal confine con la Russia.
Entro due giorni 
era previsto di completare l’operazione di accerchiamento con un blocco totale degli insediamenti cittadini per effettuare in un secondo momento una “pulizia completa”. 

C’è la convinzione che questo piano sia stato sviluppato di concerto ai curatori della NATO, perché gli americani in precedenza avevano trasferito circa 5mila dei loro soldati in Polonia i quali, insieme all’esercito polacco avrebbero avuto il compito di bloccare i nostri militari stanziati a Kaliningrad, in modo che in tal caso non potessero operare una controffensiva attraversando il territorio ucraino a sud-est. 
Il secondo raggruppamento
 militare ostile sarebbe stato costituito da un migliaio di soldati della brigata corazzata “Stryker” stanziato in Romania. Questo gruppo avrebbe bloccato la Transnistria in modo che le forze di pace ivi stanziate non sarebbero state in grado di avanzare attraverso il sud fino a Odessa. 
Questo piano avrebbe dovuto aver inizio nella notte tra il 24 e il 25 febbraio e tutto era stato preparato in anticipo per occupare il territorio della LPR e DPR, senonchè noi abbiamo giocato di anticipo e le unità della LPR e della DPR hanno iniziato a operare attivamente con il supporto delle forze armate della Federazione Russa.

Prima di tutto, gli aeroporti e le piste sono stati attaccati in modo che fosse impossibile far atterrare aerei da trasporto con armi provenienti dagli Stati Uniti e da altri paesi. A seguire sono stati attaccati e disabilitati i posti di comando, i sistemi di difesa aerea, le stazioni radar, le divisioni missilistiche antiaeree, etc. 

La milizia popolare della LDNR, con il supporto della nostra artiglieria e armi di alta precisione, ha lanciato un’offensiva contro il gruppo Vostok. 

Dopodichè, nella chat russa filo-putiniana, lo scrivente aggiunge:

Amici, stiamo entrando in un difficile confronto con l’Occidente. Gli USA e l’UE hanno deciso di infliggerci un duro colpo economico che non sarà facile da sopportare, ma è comunque possibile. La buona notizia è altrovel’intero Occidente è ora in uno stato così pietoso che molto probabilmente questo colpo (ndr: le sanzioni USA/UE) rappresenterà il suo ultimo colpo di coda, dopodichè il nemico cadrà morto nel suo angolo. Noi dobbiamo solo resistere per poi scansare la carcassa del nemico con i nostri piedi, per iniziare così a costruire un nuovo mondo.

Sì, ora possiamo rispondere alle sanzioni imposte con le nostre contro-sanzioni, sotto forma di chiusura degli spazi aerei, limitazione della fornitura di metallo, confisca delle proprietà occidentali, etc. anche se tutto ciò non sarà il fattore determinante per assicurarsi la vittoria. Perciò Putin, ha annunciato un ultimatum all’intero Occidente (che sino ad ora ha dovuto subire l’escalation in Ucraina) e si aspetta ovviamente di vincere questa battaglia.
(ndr: lo scrivente si riferisce ad un possibile conflitto armato con il blocco NATO).

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