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Digitalizzando. Quarto episodio, terza puntata

… perché poi abbiamo provato e siamo riuscite!!! Ma: intanto è stato necessario “scaricare” (boh, un verbo che ricorda altri scarichi) la app delle poste. Poi mi sono fatta un piccolo manuale per quando dovrò ricorrere a questa diavoleria: ve lo riproduco perché può essere utile ai rarissimi lettori sprovveduti di Infosec, se ve ne sono. Allora ecco le manovre SPID:

Id (è il mio indirizzo di posta elettronica) e va bene

Codice poste id: un numero di 6 cifre

Se chiedono una password, eccola (composta di lettere, cifre e simboletto)

Poi si va sul sito che si vuole:

Accedi con SPID

Chi te lo ha dato?  Poste (e ce ne ricordiamo bene!!!) 

Esce account con indirizzo mail 

e password. 

Poi: procedi con  SMS

E arriva un pin provvisorio

Poi si può scendere direttamente nella schermata senza compilare altro

E infine cliccare su “acconsento” 

Dovremmo esserci!!!

Basta non perdere queste avvertenze!

In altri paesi si va nel sito desiderato, si inserisce un codice noto (in Francia ad es. il n° della Sécurité sociale, che serve a un sacco di cose) e una password. Si poteva dunque semplicemente utilizzare il codice fiscale e una password – e potremmo fare uno sforzo anche per accettate un PIN provvisorio via sms, come quando si fa un bonifico – ma poi basta!!!!

Ma di tanti posti, proprio qui doveva nascere la povera Zia Biancaneve?

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