AEROSPAZIO

Che cosa si sta realmente schiantando sulla Luna?

Non sarà Falcon 9 a impattare il suolo lunare il prossimo 4 marzo

Scusatemi, volevo provare l’ebbrezza di un titolo clickbait complottista.

“Ciò che si perde qui, là si raguna” diceva Ariosto, e anche se non si parla propriamente di materia grigia stavolta, un po’ l’aveva previsto: fino a qualche giorno fa si pensava infatti che si stesse per schiantare uno stadio di SpaceX, ma non è proprio così…

A perdersi nel vuoto, in dirittura d’arrivo per la Luna, secondo gli ultimi calcoli, non è stato il povero Falcon9, a cui chiediamo umilmente scusa, bensì il booster cinese 2014-065B utilizzato per la missione di esplorazione lunare Chang’e 5-T1.

Altro che esplorazione, dall’alto delle sue svariate tonnellate, andrà direttamente a ravanare la superficie con un impatto altamente distruttivo.

Ad ammettere l’errore è stato l’astronomo Bill Gray, di Project Pluto, lo stesso che aveva identificato precedentemente il Falcon 9.

Ha iniziato a monitorare questo particolare pezzo di spazzatura nel marzo 2015, circa un mese dopo il lancio del razzo SpaceX Falcon 9. A quel tempo sia lui che altri esperti lo avevano inquadrato come papabile candidato. “L’oggetto aveva circa la luminosità che ci aspetteremmo, e si era presentato all’ora prevista muovendosi in un’orbita ragionevole. In sostanza, avevo prove circostanziali piuttosto buone per l’identificazione, ma nulla di conclusivo”.

“Questo errore sottolinea solo il problema della mancanza di un corretto tracciamento di questi oggetti dello spazio profondo”, ha twittato l’astronomo Jonathan McDowell del Center for Astrophysics Harvard and Smithsonian, che da tempo richiede una maggiore regolamentazione sui rifiuti spaziali.

L’errore di valutazione non cambia chissà quanto le carte in tavola, data e luogo di impatto rimangono gli stessi, ovvero il 4 marzo, indipendentemente dall’origine geopolitica del malcapitato avventuriero spaziale, che dovrebbe ora essere certa al 90%.

Non c’è una nazione che non si sia resa protagonista di un impatto incontrollato: si ricordino infatti il rientro del booster cinese del Long March 5B sulla penisola arabica dell’anno scorso, l’impatto della stazione spaziale Skylab di 83 tonnellate in Australia nel 1979, la stazione spaziale Salyut 7 dell’Unione Sovietica, con annesso il modulo Kosmos-1686, di 43 tonnellate complessive, caduto in Argentina nel 1991 o il tragico schianto dello space shuttle Columbia, orbiter da 117 tonnellate in cui persero la vita tutti e 7 gli astronauti a bordo…sono spiacevoli eventi, che però fortunatamente si sono verificati stavolta in un luogo disabitato.

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