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Zia Biancaneve non possiede un motoscafo d’altura…(Rai-capitolo 1)

Ma nemmeno un albergo o altri beni tassabili di questo tipo, ed è bene che lo dichiari: non si sa mai, magari si trova sulla bolletta del telefono le tasse da pagare su questi averi. Strano Paese, il nostro. Per non farmi estorcere il canone per il possesso di un televisore che non ho, devo appunto dichiarare di non possedere un televisore. Lo stesso potrebbe valere per altri beni, come ad esempio il motoscafo di altura. 

Non possedere un televisore, in Italia, comporta una serie di oneri: ora la zia Biancaneve vi racconta gli ultimi in ordine di tempo, ma si riserva di raccontarvene altri del passato. 

Allora: la RAI non ha la capacità di farsi pagare il canone della televisione. Riesce quindi a farlo inserire in bollette che riguardano altro. Che la RAI non abbia la capacità di farsi attribuire quanto le è dovuto non è affar mio: si organizzi meglio senza sconfinare. Chi non vuole pagare un balzello che non gli compete deve dunque dichiarare di non possedere un televisore. Già questo sembra un po’ strano, almeno alla vecchia zia Biancaneve, vedi motoscafo di altura. Ma se si trattasse di fare una telefonata una volta l’anno sarebbe anche disposta a farlo (non senza un certo fastidio). Invece no: deve scaricare OGNI ANNO un modulo di due pagine dell’Agenzia delle entrate dal titolo altisonante: DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA RELATIVA AL CANONE DI ABBONAMENTO ALLA TELEVISIONE PER USO PRIVATO. E vabbè! Poi ovviamente deve compilarlo, stamparlo, procacciarsi una fotocopia della propria carta d’identità, ripiegare in tre questi fogli (e qui rimandiamo alle considerazioni della Zia sulla digitalizzazione), spillarli alle estremità e inviarli all’Agenzia delle entrate… a Torino per RACCOMANDATA (!). Ora le raccomandate la Zia Biancaneve le fa alla posta, dove bisogna fare a volte una bella fila, ora per lo più all’aperto e in piedi, e poi pagare (e meno male che non bisogna richiedere anche la ricevuta di ritorno!) ben € 6,95 per il servizio. Meglio non moltiplicare questa cifra per il numero di anni da quando questo sistema è stato inventato. Però… se la zia avesse un avvocato in famiglia potrebbe forse farsi rimborsare questa cifra e utilizzarla per l’acquisto di una buona bottiglia di prosecco (o forse anche di champagne, dato il moltiplicatore) con cui brindare con gli amici alla salute della RAI, dell’Agenzia delle entrate e soprattutto dell’avvocato. Ma purtroppo i suoi parenti hanno scelto altre professioni…

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