SICUREZZA DIGITALE

Vodafone sotto attacco in Portogallo: prove generali di black-out globale?

Avete provato ad immaginare se fosse successo da noi?

Vodafone Portugal alle 18 e 15 di mercoledì 9 febbraio comunica di essere ancora in difficoltà. La “atualização de informação” fa capire nitidamente che i guai, cominciati due giorni prima, persistono e le condizioni di normalità sono ancora lontane….

Il comunicato dice “Prendendo atto dello stato di avanzamento dei lavori per ripristinarne l’operatività, Vodafone informa che la priorità odierna è stata la stabilizzazione della propria rete e il ripristino del servizio di voce fissa, rilevante per tutti i clienti, ma in particolare per i clienti business. Dall’ora di pranzo, abbiamo gradualmente iniziato il ripristino di questo servizio, che ha guadagnato costantemente stabilità. È stato inoltre possibile ristabilire alcuni canali di comunicazione con il nostro Servizio di Assistenza Clienti. Tuttavia, si avverte di vincoli che sono ancora associati e chiediamo la comprensione dei clienti di fronte all’instabilità che ancora esiste in questo servizio. Il ripristino dei canali digitali, ovvero attraverso l’APP My Vodafone, è un’altra area di intervento prioritaria, con risultati già raggiunti ma non ancora del tutto fruibili. Prosegue inoltre il processo di sostenibilità della fornitura di servizi dati mobili su rete 4G, in evoluzione favorevole, grazie ai continui sforzi dei nostri team tecnici”.

Quel “chiediamo la comprensione dei clienti” fa davvero tenerezza e, nel lasciare intendere la drammaticità della situazione, impone di evitare i toni sarcastici con cui sono avvezzo “perculare” con un certo sadismo chi vanta sistemi inattaccabili e poi si fa buggerare clamorosamente da qualche birbaccione.

la tragedia

L’8 febbraio l’Ufficio Stampa di Vodafone Portugal comunica che “Vodafone è stata l’obiettivo di un’interruzione della rete iniziata la notte del 7 febbraio 2022 a causa di un attacco informatico deliberato e dannoso destinato a causare danni e interruzioni. Non appena è stato rilevato il primo segnale di un problema sulla rete, Vodafone è intervenuta immediatamente per identificare e contenere gli effetti e ripristinare i servizi. Tale situazione incide sull’erogazione di servizi basati su reti dati, ovvero la rete 4G/5G, voce fissa, televisione, SMS e servizi di risposta vocale/digitale.

A differenza di quel che accade dalle nostre parti – dove chi viene “colpito e affondato” nega l’evidenza anche in casi conclamati come questo – il CEO della Vodafone portoghese, Màrio Vaz, ci mette la faccia e in un breve video su Twitter spiega che i team tecnici sono al lavoro nella consapevolezza che il ripristino dei servizi è priorità assoluta.

Spicca il garbo degli operatori che su Twitter cercano di arginare le comprensibili lagnanze degli utenti legittimamente disperati, ma è altrettanto evidente che chi è in “sala macchine” non riesce a riaccendere i motori…

Abituati a controllare continuamente il telefonino per vedere se ci sono messaggi o se è arrivata una mail, proviamo ad immaginare cosa possa significare il trovarsi con l’improvviso e perdurante instupidimento dello smartphone a disposizione.

A quale velocità possono essere arrivate le palpitazioni di chi utilizza le moderne connessioni per “governare” le telecamere installate per la sicurezza di casa, il sistema di riscaldamento gestito da remoto o qualunque altro attrezzo rientrante nell’universo dell’IoT (il tanto decantato Internet delle Cose)?

Non parliamo dell’home banking o di tante altre attività quotidiane che ormai abitualmente vengono esperite attraverso le connessioni mobili…

I pensionati italiani che svernano a Lisbona o in amene località balneari affacciate sulla costa atlantica forse potrebbero descrivere il micidiale brivido che da quelle parti ha fatto balenare lo spettro di una guerra cibernetica.

La vulnerabilità digitale è ogni giorno più palpabile e nessuno pensa che i gangli vitali delle nostre sofisticate reti di telecomunicazioni sono in larga parte costituiti da apparati di produzione cinese (di cui si disconoscono le reali funzionalità) che potrebbero essere “spenti” da chi li ha costruiti (e vi accede costantemente per ragioni di manutenzione) senza che nessuno possa porvi rimedio…

Ma perché preoccuparsi? Finché non ci toccherà in sorte qualche esperienza spiacevole sarà solo un tripudio di seriosi (e noiosi) convegni, solenni dichiarazioni di intenti, austeri protocolli di intesa, foto ricordo…

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