AEROSPAZIO

Il satellite italiano COSMO-SkyMed non decolla

COSMO-SkyMed, satellite italiano per l'osservazione della superficie terrestre, tenta invano da giorni di lasciare Cape Canaveral: cancellato per la terza volta il lancio

I lanci spaziali sono l’imprevedibilità per antonomasia…è inutile quanto tu possa calibrare alla perfezione ogni minimo aspetto, a dettare l’ultima parola sarà sempre il tempo meteorologico, che per i satelliti italiani pare essere di fantozziana memoria.

Giornate da dimenticare infatti per il satellite italiano che ormai da alcuni giorni tenta invano di abbandonare il sito di lancio di Cape Canaveral.

Ad organizzare il lancio sarà la SpaceX che però si è vista costretta per la terza volta consecutiva a cancellare il lancio di COSMO-SkyMed Seconda Generazione (CSG) con il solito e rapido tweet di avviso.

Inizialmente previsto per il 28 gennaio alle 00:11 (ore italiane), l’imperterrita nuvolozza ha fatto slittare il lancio prima al 29, poi al 30 e infine al 31 gennaio, sempre alle 00:11.

Per l’esattezza, ad essere lanciato sarà il secondo satellite della costellazione italiana COSMO-SkyMed di seconda generazione per l’osservazione della Terra.

Satellite COSMO-SkyMed di seconda generazione

Il progetto, promosso dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dal Ministero della Difesa, con il contributo del ministero dell’Università e della Ricerca, prevede infatti di migliorare ulteriormente l’operatività della costellazione di prima generazione, ormai in orbita da quindici lunghi anni.

COSMO-SkyMed vanta riconoscimenti non indifferenti, in quanto prima missione di osservazione della Terra concepita al fine di operare in un duplice ambito, sia civile che militare. Giorno e notte, metro per metro, senza sosta scruta la superficie terrestre per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare gli aiuti in varie evenienze, come terremoti, incendi e altre catastrofi naturali, a controllare dall’alto le aree di crisi, il tutto, citando direttamente l’homepage dell’ASI, “con ogni condizione meteo”…

La costellazione di seconda generazione è diventata ufficialmente operativa il 18 gennaio, essendo entrato in funzione il primo di quattro satelliti che lo compongono. 

La particolarità di questi ultimi, in quanto figli di un tempo tecnologicamente più avanzato, oltre a performance generali più apprezzabili ed una maggiore risoluzione, risiede prevalentemente nell’intervallo di frequenze a cui si affida, ovvero la banda X, range nelle microonde impiegato per la comunicazione dei radar ad apertura sintetica (SAR) di cui è dotata la costellazione, in grado di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare, e quindi, si spera, anche della nuvolozza che gli aleggia attorno.

L’antenna SAR

Le preziose risorse topografiche finora raccolte vengono vendute in tutto il mondo da e-Geos, società leader globale nell’osservaione del globo, costituita dall’ASI (20%) e dal socio privato Telespazio S.p.A. (80%), con sede a Roma, che assicura “Il nuovo satellite garantirà la completa continuità operativa dell’intera costellazione COSMO-SkyMed”.

Inizialmente il secondo satellite non doveva essere lanciato da Elon Musk, bensì da un Vega-C entro la fine del 2021. Sfortunatamente un’altra serie di ritardi ha impattato anche sui preparativi antecedenti al lancio, sia per i problemi avuti con i lanci VV15 e VV17 del Vega, che per il rallentamento conseguente alla situazione della pandemia legata al COVID-19. Affidarsi a Space X è stata una scelta forzata, che non influenzerà minimamente i futuri sodalizi con Arianespace e Vega-C, ma in ogni caso gli slittamenti non sembrano dare tregua al progetto.

Back to top button