CAMPANELLO DI ALLARME

Sassoli: gli “hater” su Twitter non possono farla franca. E non la faranno.

Difficile chiamare ancora “social” le piattaforme teatro di certe nefandezze

Stanotte è morto un uomo buono, una persona perbene prestata alla politica che – pur dilaniata dalle sofferenze – è rimasto al suo posto fino all’ultimo istante a differenza di quei rappresentanti del popolo che hanno storicamente disertato le aule parlamentari romane e comunitarie.

Nel frastornante silenzio del dolore alla morte di David Sassoli il mondo si è spaccato in due: da una parte il popolo degli “hater” (gli odiatori che sbavano bile sui social), dall’altra l’umanità (nel suo doppio significato) accodata ad Enrico Mentana che – sul suo profilo Instagram – lancia un appello perché il vilipendio telematico venga a cessare e sia individuato e punito chi ne è responsabile.

Mentana lancia un appello subito ripreso da Dagospia

Il giornalista scrive “ Caro Twitter, cara polizia postale, mi aiutate a identificare questo ignobile essere, in modo da poterlo denunciare? Già che ci sei, caro Twitter, non sarebbe il caso di accompagnare all’uscita lui/lei e i 21 vigliacchi che hanno messo “mi piace”?

L’innesco è l’incredibile tweet di tale @Roby86341796 e il “Sono tanto felice #Sassoli” al suo interno.

A scrivere è la stessa persona che si era caratterizzata allo stesso proposito ribattendo soddisfatta a chi diceva che Sassoli avrebbe avuto ciò che si meritava

Era il medesimo individuo che aveva detto “CREDO NEL BOOMERANG SUPREMO”, che qualche altro utente ha poi augurato si conficcasse nel fondoschiena dell’hater.

Ogni considerazione sul protagonista di una tanto infame condotta è fin troppo scontata. La cosa che stupisce (ma forse ci siamo abituati anche a scempi del genere) è il plauso manifestato da altri utenti che non hanno esitato a dare il proprio like al tweet con cui @Roby86341796 gioiva alla drammatica notizia del Presidente del Parlamento Europeo.

Il tweet è stato rimosso e la curiosità di sapere chi sono questi esseri (non) umani rischia di non trovare soddisfazione. Facendo clic sul link del “cinguettio” dell’avvoltoio digitale, infatti, si scopre che la pagina non c’è più.

Il tweet incriminato ha un suo identificativo e la sua cancellazione è solo agli occhi di naviga sul web: i server di Twitter conservano tutto e le forze di Polizia non dovrebbero faticare a recuperare tutte le informazioni utili per acchiappare @Roby86341796.

Sarebbe carino però che anche chi ha testimoniato soddisfazione e gradimento con il proprio “like” spiegasse le ragioni del rispettivo fatidico clic sul cuoricino sotto al tweet.

Le indagini richiederanno il loro tempo ed è un peccato non sapere chi sono gli “entusiasti” del turpe messaggio.

Come il lupo che perde il pelo ma non il vizio, ho conservato l’abitudine di storicizzare gli eventi online nella consapevolezza che certi contenuti possono essere rimossi dagli autori o dalle piattaforme che danno loro ospitalità.

Qui sotto, nella lunghissima immagine da far scorrere con pazienza, c’è il lungo elenco dei “likers”. Dategli un’occhiata e, se vi capita di conoscerne qualcuno, non esitate a consigliare un atteggiamento più prudente per il futuro…. La Rete ha il terribile difetto di non dimenticare e chi investiga sa cosa e come fare…

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