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“Io so io…”

La parabola del marchese del grillo

“Mi dispiace, ma io so io, e voi..”

Forse Djokovic, come già è stato detto, pensava di essere il celebre marchese del grillo quando ha postato il suo tweet dove annunciava trionfalmente che stava entrando in Australia. E ciò grazie ad un permesso di esenzione medica di ben due commissioni, validato da Tennis Australia, in barba a tutte le leggi dei comuni mortali, che gli avrebbe consentito di partecipare al prestigioso torneo.

In buona sostanza, il bravo tennista riteneva che se anche verosimilmente non fosse stato in regola con tutta la legislazione in materia sanitaria e della immigrazione Australiana,  con quella “dispensa papale” avrebbe potuto forzare il sistema e farsene vanto.

Ancor più grave sarebbe la circostanza se ciò fosse avvenuto per assurgere a paladino di chicchessia, dato lo spessore del personaggio e la sua forte influenza soprattutto in tanti giovani sportivi.

La questione ha infastidito molti e dalla coerente Australia, diversa dalla nostra Roma Papalina, gli hanno fatto sapere che le regole sono importanti e che vanno rispettate senza eccezione alcuna.

Forse è per questo che la star è stata condotta, come tutti gli altri cittadini (non in regola con i permessi) in un albergo, magari modesto e non alla sua altezza, ma che non gli impedirà, stando a quanto dichiarato dal padre,  di allenarsi per diventare come un nuovo “Gesù Cristo crocifisso”.

Ed allora a lunedì l’ardua sentenza di Pilato, Erode o meglio dei severi Australiani!

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