CAMPANELLO DI ALLARME

Disastro informatico alla ASL Roma 6, pioggia di SMS impazziti

E intanto nessuno parla più di “Immuni” e delle altre miracolose soluzioni hi-tech di tracciamento

Lo hanno chiamato “guasto” e non è un problema di competenza linguistica o di padronanza dell’italico idioma. E’ solo una questione di faccia tosta o, a voler utilizzare un termine più aulico, di imperturbabilità.

Mentre tantissimi cittadini sono bersagliati da SMS che – come l’innamorato alle prese con i petali di margherita e il classico “m’ama, non m’ama” – alternano “sei negativo, sei positivo”, un comunicato ufficiale della Azienda Sanitaria Locale che include i comuni dei Castelli Romani recita lapidario “Causa guasto ai sistemi informatici sono stati inviati sms non attendibili. Sarà nostra cura inviare a breve comunicazione ufficiale con la corretta refertazione. Ci scusiamo per i disagi”.

In un momento storico che non brilla per chiarezza, trasparenza e reale efficienza ma si osannano comunque le tecnologie e la digitalizzazione quasi fossero salvifici totem, una scarsa cura delle risorse informatiche (non messe adeguatamente in sicurezza oppure, a libera scelta, farcite di programmi la cui inaffidabilità è dimostrata platealmente da questo evento) innesca legittime condizioni di panico in una popolazione già stremata da una pandemia il cui tachimetro ha le lancette in fondo al quadrante.

Mentre il Covid-19 continua la sua corsa e miete vittime che fortunatamente ammortizzano i danni grazie alla copertura vaccinale che pur non assicurando l’invulnerabilità sta dimostrando una certa efficacia, i tanto strombazzati sistemi di monitoraggio, di tracciamento e di informazione si palesano addirittura letali in una fase in cui non ci si può permettere il lusso di ulteriori scossoni emotivi.

Chi si è sottoposto a tampone per avere certezza di non essere affetto – magari asintomatico – da coronavirus si vede ora destinatario di comunicazioni ufficiali (di questo si tratta, soprattutto quando si insiste sul dialogo telematico con utenti, pazienti, cittadini…) che forniscono esiti che si rivelano pericolosamente fallaci.

La circostanza è di una gravità fin troppo evidente e chiunque auspica l’adozione di provvedimenti volti ad evitarne un eventuale penoso ripetersi. L’apocalittico crash del sistema informatico della Regione Lazio doveva aver insegnato qualcosa, ma se questi sono i risultati è probabile che chi era tenuto a prendere appunti non lo ha fatto…

Verrebbe voglia di conoscere cosa è successo su quei server, saperne il perché, essere informati sulle iniziative tecniche e sulle ripercussioni contrattuali su chi aveva fornito quegli strumenti, avere notizia della sorte dei responsabili di quella che non è stata solo una ignominiosa pagina di cronaca.

Mentre queste curiosità è certo non verranno mai soddisfatte, è legittimo chiedersi quale sia l’attendibilità dei dati archiviati nei tanti archivi elettronici che sono in servizio su questo fronte. Se un parametro fosse quello degli SMS con cui l’ASL Roma 6 ha trafitto i suoi pazienti, è difficile stare tranquilli. 

Siamo sicuri che questi delicatissimi database siano impermeabili ad attacchi hacker? Fortunatamente adesso c’è l’Agenzia per la Cybersecurity…

Back to top button