RISORSE UMANE

I giovani e gli anziani nella transizione digitale

L’intervento del Ministro Colao in occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale.

Si è svolta a Roma, alla presenza di autorità, persone del mondo accademico, giovani e rappresentanti degli enti la seconda giornata nazionale del SCU, per la prima volta in presenza.
La giornata di dibattiti ha visto giovani e adulti confrontarsi su diversi temi attuali quali transizione ecologica, transizione digitale, giovani e sport, giovani in Europa, giovani nel terzo settore, giovani e lavoro.

Molto stimolante la sessione sui “Giovani nella transizione digitale” con un focus sul Servizio Civile Digitale. In tale contesto sono stati elaborati alcuni spunti di riflessione sul tema della formazione dei giovani – è stata condivisa la necessità di un insegnamento su diritti e doveri di cittadinanza digitale, una forma di etica che dovrebbe appartenere a tutti gli utenti del virtuale – e sull’assunto che non tutti i c.d. zoomer hanno una conoscenza approfondita del funzionamento delle tecnologie del digitale – come ha sottolineato alcuni mesi fa la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa – così come non tutti i c.d. boomer siano avulsi dagli strumenti ed i servizi informatici.

Il Ministro Colao, che ha parlato durante la sessione plenaria, ha evidenziato come in Italia vi sia un divario piuttosto ampio che hanno portato il Belpaese al venticinquesimo posto su ventisette in Europa secondo gli indicatori sulle competenze digitali, sottolineando come oggigiorno ci siano 26 milioni di adulti non digitali ed il 17% della popolazione italiana è composta da soggetti che non abbiano abitudini o capacità di accedere ad internet ed il 34% delle famiglie italiane non ha la banda larga o ultralarga.

“Con l’occasione del PNRR dobbiamo lavorare affinché il diritto al digitale – che è un diritto personale, sociale e generale – sia garantito a tutti. Sono stati stanziati circa 500 milioni nel Recovery plan per iniziative, tra cui il Servizio Civile Digitale: si tratta di un’iniziativa urgente ed immediata gestita dal Dipartimento per la Transizione Digitale e da quello per le Politiche Giovanili, con un progetto pilota avviato ad inizio dicembre che vede coinvolti poco meno di 1000 volontari su 45 enti e che rappresenta uno strumento di chiusura dei divari, di creazione di un contatto e di solidarietà intergenerazionale. Questo bando rappresenta una chiamata al terzo settore interessato alla transizione digitale affinché risponda affermativamente a questi bandi.

A febbraio uscirà un nuovo bando che raddoppierà i posti e lo stesso farà il bando in uscita nel 2023, con l’obiettivo di avere diecimila volontari che facciano da formatori per un milione di persone.

Si tratta di un programma flessibile e customizzabile che coinvolge enti no profit con forme pratiche molto diverse: coinvolge università, biblioteche, scuole, ASL, oratori, parrocchie e altri luoghi che possano diventare luoghi di formazione individuale e strutturata per i soggetti digitalmente più vulnerabili.

Si punta a creare un contatto tra giovani esperti e capaci e chiunque abbia bisogno di conoscere strumenti e servizi informatici, con un focus su quelli della PA. Non si tratterà di un anno sabbatico per i volontari, ma riceveranno una certificazione delle competenze acquisite valida ai fini universitari, che rappresenta un utilizzo positivo del tempo anche per il futuro. In conclusione, un’esperienza con esternalità solo positive: formazione, aiuto sociale e fattiva collaborazione con una varietà di realtà territoriali.”

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