AEROSPAZIO

La Russia torna in orbita

Nello scenario conteso tra USA, Cina e miliardari privati, torna a parlare di supremazia

“Non daremo questa nicchia agli americani. Siamo pronti a lottare” …la Russia mostra i denti al turismo spaziale americano, che con i suoi ultimi exploit ha fatto non poco parlare delle proprie capacità.

Ma non ci sono soltanto gli americani a cui tener testa, in questo frangente la Russia, rimasta quiescente per una decina di anni, ora si risveglia in un frenetico scenario conteso tra USA, Cina e prorompenti miliardari.

Quale sarà quindi il prossimo passo in un contesto del genere?

La Russia ha fatto il suo ritorno questo mese dopo 12 anni di assenza dalle scene turistiche inviando due avventurieri cosmici, il miliardario giapponese Yusaku Maezawa e il suo assistente, alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

A consolidare il successo ottenuto, da non intendersi come momentaneo, Dmitry Rogozin, direttore generale di Roscosmos, ha parlato dei prossimi passi della Russia verso la supremazia: un modulo speciale presso l’ISS per i visitatori russi, passeggiate spaziali fuori dalla stazione e, dulcis in fundo, viaggi intorno alla luna. “Non daremo questa nicchia agli americani. Siamo pronti a lottare”, ha tuonato ai giornalisti in una conferenza stampa mentre Maezawa si dirigeva verso l’ISS per una missione di 12 giorni.

All’epoca, l’agenzia spaziale russa Roscosmos aveva il monopolio dell’invio nello spazio di ricconi, finché le cose non sono cambiate quando la NASA ha ritirato la propria navetta per gli astronauti nel 2011 e si è aggiudicata tutti i posti che Roscosmos aveva in offerta per la ISS per il decennio seguente. Poi, l’anno scorso, la SpaceX di Elon Musk è entrata in scena con la sua prima missione ISS di successo e la NASA ha abbandonato Roscosmos. Con un valore dichiarato di 90 milioni di dollari per posto, si è tramutato in un enorme colpo finanziario per l’agenzia spaziale russa che, già a corto di liquidità, era stata colpita contemporaneamente da tagli di budget e scandali di corruzione. Secondo gli analisti la Roscosmos non avrebbe altra scelta che rivolgersi al turismo per coprire i propri deficit.

In sostanza il prezzo di un singolo posto, stimato a 50-60 milioni di dollari, coprirebbe il costo di costruzione della navicella spaziale Soyuz per tre persone, mentre la presenza di un secondo viaggiatore realizzerebbe un profitto.

Ma non è solo questione di soldi, “È il prestigio nazionale. Attira i giovani interessati al volo spaziale con equipaggio. Dopotutto è il futuro”, afferma Dmitry Loskutov, capo di Glavkosmos, una sussidiaria di Roscosmos responsabile di progetti commerciali, incluso il turismo.

Ciliegina sulla torta la rivelazione da parte di Mosca di alcuni piani per la propria stazione orbitale, visto l’imminente pensionamento dell’ISS, con un “modulo turistico separato” a bordo.

Dopo il 2030 la Roscosmos intenderebbe inoltre offrire un viaggio intorno alla Luna, peccato che verrebbero battuti sul tempo da SpaceX che ha ambizioni ben più elevate, avendo pianificato una missione con otto persone attorno alla Luna già per il 2023.

Mosca però non sembra comunque spaventata…nonostante la concorrenza spietata tra Cina, USA, SpaceX, Blue Origin, Virgin Galactic, secondo Andrey Ionin dell’Accademia Russa di Cosmonautica “Per i prossimi 5-10 anni, non vi è alcuna minaccia per l’attività di Roscosmos”.

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