CITTADINI & UTENTI

Addà passà ‘a nuttata

..fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene..il problema non è la caduta,  ma l’atterraggio..(L’Odio, M. Kassovitz)

Anche chi non è un “bravo cattolico” avverte ogni tanto la necessità di pregare. Forse perché attraverso la preghiera ci si sente più vicini a “quel qualcosa” che, pur non visto, si può percepire in tutto quello che ci circonda.
Per esempio una delle mie preghiere preferite, non so se per un retaggio infantile, e forse indipendentemente dal credo, è l’Ave Maria.

Pensiamo anche alla preghiera come un esercizio “spirituale” uno delle possibilità di “centrarci” meglio.
Non vorrei apparire blasfemo quando penso all’ orologio della Apple che, ogni tanto, ci suggerisce di prenderci un momento per noi stessi.
Di controllare lo stress con la respirarazione, il battito, l’ossigenazione per una migliore consapevolezza di sè attraverso la meditazione.

Proprio perché non vediamo, (almeno molti di noi), forse nella preghiera e soprattutto nell’ Ave Maria, rivolgersi ad una giovane e “bella mamma” la mamma di ognuno di noi risulta forse più immediato e piacevole.

Allora chi, come me non vede, continui a “meditare” tenendo gli occhi chiusi, anche se ben spalancati, perché vedrete che un giorno la luce tornerà a risplendere.
Magari nel frattempo chiediamoci:
ma te piace ‘ o presebbio?

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