AI & ROBOTICA

Visioni per l’anno 2000

Tra la fine del XIX secolo e i primissimi anni del XX, un artista francese disegnò in una serie di tavole la sua visione del futuro che oggi stiamo vivendo

L’immaginazione di scrittori di fantascienza ed artisti è stata nel corso dell’ultimo secolo uno dei motori principali per la costruzione del progresso tecnologico.

A partire dalle primissime visioni di Jules Verne, che ci hanno condotto verso la luna e sotto i mari; passando per i romanzi di Asimov che hanno introdotto nel nostro mondo i robot e la visione di un uomo colonizzatore dell’intera galassia; e fino ad arrivare alle serie televisive ed ai film dei nostri giorni, ognuno ha rappresentato la struttura del mondo futuro.

Un curioso quanto riuscito esperimento di illustrazione, avvenuto tra il 1899 ed il 1910, è da attribuire all’artista francese Jean-Marc Côté, che insieme ad altri artisti realizzò un’interessante serie di disegni, nei quali individuava alcuni possibili progressi di cui avrebbe beneficiato l’umanità di un secolo dopo. È quindi molto interessante andare a verificare quali delle sue predizioni siano state realizzate, e riflettere ancora una volta sull’eterno ciclo a retroazione tra la costruzione di una visione immaginativa e la sua realizzazione nel mondo reale.

Le prime immagini che colpiscono sono quelle riguardanti la vita quotidiana. In una duplice rappresentazione, al maschile ed al femminile, l’artista ha immaginato che barbieri ed estetiste sarebbero state soppiantate dai loro equivalenti robotici.

Questa predizione non si è ancora avverata, e chiunque entrasse in un moderno salone da barbiere si ritroverebbe esattamente nella stessa condizione in cui i nostri antenati della Belle Epoque andavano a prendersi cura di favoriti e mustacchi.

Una predizione che invece si è in buona parte avverata è quella dell’esternalizzazione ad ausili meccanici delle faccende di casa. In un mondo in cui tale compito veniva devoluto ai domestici, la rappresentazione non va molto oltre la figura di un domestico robot che spazza il pavimento, controllato da un umano.

Oggi gran parte delle faccende domestiche sono state affidate a lavatrici, lavastoviglie, e piccoli robot pulitori che in maniera autonoma svolgono le operazioni di spazzamento e lavaggio dei pavimenti.

In un mondo dove l’aviazione muoveva i primi ed incerti passi, l’artista ha poi immaginato che le macchine volanti avrebbero ricoperto un ruolo importante non solo nel trasporto civile, ma anche come strumento di guerra. Accanto ai taxi dell’aria, che potremmo facilmente accostare alle moderne compagnie aeree civili, immaginò – nelle fattezze di quel tempo – aerei da caccia e da bombardamento che avrebbero svolto il ruolo di combattenti dell’aria.

Ed accanto ai progressi bellici dell’aviazione, immaginò anche un impiego civile nello spegnimento degli incendi. La rappresentazione dei pompieri volanti è certamente ingenua e fa oggi sorridere, ma in questi curiosi omini con l’elmetto che sarebbe poi stato utilizzato in combattimento durante la Grande Guerra pochi anni dopo, non fatichiamo a riconoscere i moderni aerei antincendio che durante la stagione estiva combattono i fuochi boschivi.

Più curiosa ancora quanto ingenua è la rappresentazione della meccanizzazione dell’agricoltura. In un primo disegno, una contadina utilizza una macchina che assomiglia in maniera sospetta alle macchine a vapore in uso all’epoca per accelerare il processo di schiusa delle uova e dunque influenzare il tasso di nascita dei pulcini. Un concetto che oggi trova la sua applicazione nelle tecniche di allevamento intensivo, che utilizzano un complesso mix di stimoli ambientali, alimenti, e persino interventi genetici, per ottenere animali da allevamento in quantità sempre crescenti.

Del pari interessante è il disegno che immagina come sarebbero stati coltivati i campi del futuro. Una trebbiatrice robotica comandata da remoto da un contadino si occupa di fare tutto il lavoro, mentre all’uomo è demandata unicamente una funzione di direzione e controllo. Una rappresentazione non molto diversa dalla realtà moderna, che ha già da tempo raggiunto un elevato grado di meccanizzazione, ma che con lo sviluppo di macchinari agricoli a guida autonoma si svincolerà sempre di più dal controllo diretto degli operatori umani.

L’ultima e la più interessante delle rappresentazioni che abbiamo selezionato per questo articolo – una galleria parziale è ritrovabile qui – è quella del mondo della scuola.

In una meravigliosa quanto ingenua cartolina, un professore introduce dei volumi scritti all’interno di una macchina trituratrice azionata con una manovella da un alunno volenteroso. Il distillato dei libri viene poi trasmesso attraverso dei cavi elettrici alle cuffie di alunni che stanno seduti nei banchi ed apprendono in forma passiva. Straordinariamente, pur mancando completamente dei concetti che gli avrebbero consentito di immaginare la realtà moderna, l’autore ha descritto il processo di digitalizzazione dei libri, la loro riduzione in audiolibri, e la loro fruizione da parte degli alunni.

Il passo successivo di questa rappresentazione, vale a dire la possibilità di impiantare direttamente delle conoscenze all’interno del cervello umano, è stato poi sviluppato nell’iconico film Matrix, ed è al centro della visione del moderno progetto di Neuralink, l’ennesima azienda trasformativa del futuro immaginata e realizzata dall’inarrestabile Elon Musk. Tocca adesso agli artisti moderni mettersi al tavolo da disegno, o meglio davanti allo schermo del computer, e disegnare nuove visioni per il mondo dei 2121.

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