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La Cina e la minaccia delle armi orbitali

Il Pentagono teme il nuovo sistema di bombardamento orbitale frazionale

Va proiettandosi l’ombra di una nuova minaccia che aleggia nel cielo, una minaccia vestita di rosso, da non confondere si faccia attenzione, visto le feste, col caro dispensatore di regali, una minaccia targata made in China…non è una novità la preoccupazione che riesce a destare il dragone rosso per ogni sua mossa al cospetto del sensibile e vigile sguardo della Space Force americana, il cui bersaglio polemico è infatti ricaduto stavolta sulle armi orbitali ipersoniche di nuova fabbricazione cinese.

Il Pentagono asserisce con estrema certezza che la Cina ha testato un sistema di bombardamento orbitale frazionale (FOBS) all’inizio di quest’anno. Secondo gli osservatori militari statunitensi, la presunta nuova arma del veicolo planante ipersonico orbitale rappresenterebbe un’enorme sfida per il Pentagono in quanto non disponibili al momento contromisure in grado di contrastare efficacemente queste armi.

Le pericolosità in merito a questo “nuovo” sistema orbitale sono state minuziosamente evidenziate dal tenente generale della US Space Force Chance Saltzman durante un discorso tenuto allo Spacepower Forum del Mitchell Institute il 29 novembre. Per precisione ha fatto riferimento al presunto test riportato per la prima volta dal Financial Times nell’ottobre 2021 in un articolo in cui si citavano cinque individui “a conoscenza del test”. Il giornale ha dichiarato che l’esercito cinese aveva lanciato un razzo Long March trasportante un veicolo planante ipersonico e che quest’ultimo avrebbe fatto il giro della Terra in orbita bassa prima di scendere verso il suo obiettivo.

La risposta da parte dei cinesi non tardò ad arrivare, con il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian che confutò risolutamente il “rapporto sui test missilistici ipersonici” del FT, aggiungendo che fosse chiaro che si trattava di un test di routine di un veicolo spaziale per verificarne la tecnologia di riutilizzabilità.

Saltzman è però convinto che si trattasse di un sistema di bombardamento orbitale frazionale (FOBS) che dispiegava un veicolo planante ipersonico.

FOBS è una designazione piuttosto datata facente riferimento a un sistema di bombardamento atomico orbitale sviluppato e costruito dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, un deliveroo per testate atomiche al tempo. Ritenuto agli inizi sbalorditivo per le sue potenzialità, grazie alla traiettoria imprevedibile che lo contraddistingue e che, a differenza di un missile balistico, lo rende particolarmente ostico da tracciare, fu però ben presto radiato nel 1983, non solo per la sua imprecisione, ma perché proibito dai trattati SALT II.

Missile balistico R-36, fotografato durante una parata. Il FOBS (R-36-O) era una versione modificata di questo missile

Nel 1967, un anno prima del debutto dei FOBS, venne ratificato, anche dall’Unione Sovietica, il Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico, pilastro delle normative spaziali che vieta armi nucleari in orbita o installate a bordo di satelliti e simili. L’aver calibrato in modo geniale però la “gittata” a 40000 km, di poco inferiore alla circonferenza terrestre, li rese di fatto passabili in quanto non orbitali, bensì orbitali frazionali.

Originariamente progettato per lanciare testate termonucleari neutralizzando, tramite traiettoria da sud a nord, i radar di allerta precoce dei missili balistici del North American Aerospace Defense Command (NORAD) rivolti a nord

L’arma è sostanzialmente in grado di protrarre il suo stazionamento nello spazio per un periodo di tempo indefinito, rappresentando, come ben visibile dall’immagine, grazie all’orbita bassa che ne assicura una sortita quasi imprevedibile riducendo di molto i tempi di reazione rispetto ai missili balistici, una seria sfida difensiva. 

Tuttavia, l’arma cinese sembra essere leggermente diversa poiché ha de-orbitato un veicolo planante ipersonico altamente manovrabile (HGV), secondo il tenente generale, chiaramente non armato con una testata nucleare.

Verso la fine di ottobre The Hill ha lanciato l’allarme sulla presunta arma FOBS della Cina. Secondo il media infatti, il nuovo sistema di Pechino violerebbe il Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico, cosa che i precedenti sovietici avevano “aggirato”, suscitando profonde preoccupazioni a Washington e tra i suoi alleati della NATO.

Se nei primi anni ’60 la CIA, pur conscia dei piani sovietici, non considerò mai il FOBS una minaccia significativa, perché, a loro avviso, rispetto ai normali ICBM l’unica vera utilità sarebbe stata meramente propagandistica, senza metterne mai in dubbio nemmeno la liceità nell’ambito del sopracitato Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico, in quanto sistema d’arma complesso, impreciso e dalla dubbia utilità militare, ad oggi però la situazione si è fatta completamente diversa. Ogni nuova trovata bellica è da considerarsi in margini potenzialmente catastrofici a prescindere dalla sua precisione balistica, a maggior ragione se, come sottolinea The Hill, “Al momento non esistono difese e sensori di tracciamento contro questo tipo di minaccia…ad oggi gli Stati Uniti non hanno contromisure attive e dedicate ai FOBS cinesi. I sistemi della Guerra Fredda sono stati ritirati anni fa”.

L’equilibrio strategico di potere dei due paesi è ormai da considerarsi stravolto?

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