AEROSPAZIO

Asteroide in arrivo? Lo deviamo noi…

Partito il razzo Falcon 9 per il primo test di deviazione dell’orbita di un asteroide

Martedi notte la NASA ha lanciato un razzo -SpaceX Falcon 9- nell’ambito di una missione per testare la possibilità di deviare un eventuale asteroide in rotta di collisione con la Terra. Il nome della missione è particolarmente evocativo: DART. Formalmente acronimo di Double Asteroid Redirection Test, rivela chiari riferimenti a Dart Vader, personaggio di Star Wars. Il regista della saga, George Lucas, ebbe a spiegare che l’ispirazione per il nome non derivasse solo dalla parola oscuro (dark), ma anche dalla parola morte (death), il che rende ancora più azzeccata la scelta dell’agenzia spaziale statunitense. Gli addetti alla missione hanno voluto essere quanto più chiari possibile sull’importanza del proprio lavoro per salvaguardare la specie umana da una morte spettacolare, con un oscuro oggetto che si fionda a tutta velocità sul pianeta blu.

I riferimenti alla produzione cinematografica non si limitano al nome della missione, basti pensare ad Armageddon. Nel film con Ben Affleck e Bruce Willis, per evitare il catastrofico impatto di un asteroide con la Terra si decide si trivellarlo e farlo saltare con una bomba nucleare collocata al suo interno. 

Ciò che invece farà la NASA è tecnicamente meno impegnativo; un colpo sferrato ad oltre 24mila km/h dovrà colpire un asteroide di 160 metri di diametro il prossimo settembre. La botta non distruggerà l’asteroide ma gli sarà una spinta per deviarlo dalla propria orbita. Nessuna paura però, anche se la missione non dovesse andare a buon fine l’asteroide non colpirebbe la Terra, è stato scelto solo come caso di studio. 

Obiettivo dell’operazione è Dimorpfos, asteroide orbitante attorno ad un altro asteroide molto più grande, Didymos, compiendo un’orbita completa attorno ad esso ogni 11 ore e 55 minuti. L’obiettivo di DART sarà impattare su Dimorphos rallentandolo. L’obiettivo minimo fissato per considerare la missione un successo è ottenere un rallentamento di 73 secondi. La variazione effettiva del periodo sarà misurata da telescopi sulla Terra e dovrebbe produrre uno scostamento sempre più grande nel tempo dalla traiettoria iniziale.

La collisione avverrà a circa 11 milioni di km dalla Terra e sarà ripresa da un microsatellite fotoreporter di produzione italiana, LiciaCube. Quando mancheranno solo 10 giorni all’impatto, LiciaCube si staccherà da Dart portandosi a 50 km da esso e filmerà lo spettacolare impatto.

Gli scienziati sono costantemente alla ricerca di nuovi asteroidi per catalogarli, determinarne la traiettoria e verificarne la probabilità di impatto con la Terra per prevedere potenziali catastrofi. Si comprende bene dunque che le possibili ricadute di questo test sono enormi. La tecnica adottata da Dart può fornire un primo strumento a disposizione per alterare il corso di un asteroide anni o decenni prima che questo possa diventare un problema per la nostra sopravvivenza.

Attualmente non si conoscono asteroidi di considerevoli dimensioni che possano impattare sulla Terra, ma sappiamo che solo una parte di essi è stata registrata, il che non consente affermazioni di assoluta certezza in merito alla loro esistenza. Il considerevole investimento necessario a far decollare la missione, oltre 300 milioni di dollari, fa ben sperare che -se mai riuscissimo a non estinguerci a causa degli effetti del cambiamento climatico- potremmo avere a disposizione un sistema di difesa all’avanguardia.

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