CAMPANELLO DI ALLARME

U.S.A. burning: una storia di violenza, da Jacob a Kyle

Dagli USA la sentenza al processo Rittenhouse, il 17enne statunitense che credendosi un avenger ha sparato e ucciso due uomini ferendone un terzo e che è stato recentemente assolto, infiammando i cuori di chi si sente (o è davvero?) un cittadino di Serie B. Torniamo indietro e cerchiamo di ricostruire questa vicenda intricata.

Questo che state per leggere è un reportage che cerca di far luce sulla vicenda di Jacob Blake, sugli scontri che hanno seguito il suo ferimento, sui morti ammazzati nel corso degli scontri – dove dei vigilantes armati di tutto punto hanno contribuito a gettare nel panico quest’angolo di Wisconsin- e sul processo a tratti grottesco che ne è derivato.

Per non affaticare troppo i nostri affezionati lettori con un papello illeggibile con analisi minuziose sui tanti differenti temi che affronteremo, abbiamo deciso di pubblicare questo servizio in più puntate.

Preludio: come sparare sette colpi a un balordo e farla franca 

Iniziamo il nostro viaggio che ci porta a ritroso per capire l’assurdità del processo Rittenhouse, tornando indietro nel tempo a quella tragica sera dell’Agosto 2020 in cui l’agente Sheskey spara sette colpi a Jacob Blake lasciandolo paralizzato e malconcio. 

Il 23 Agosto del 2020, nel corso di un fermo di polizia Mr. Blake viene gravemente ferito da sette colpi di arma da fuoco, a sparare Rusten Sheskey, la scena degli eventi la città di Kenosha, in Wisconsin, l’orario poco dopo le 17.00 ora locale. L’agente, dopo qualche taserata aperitiva, esplode sette colpi che colpiscono Blake alla schiena (quattro) ed al fianco (tre).

Queste sono le uniche certezze di questa giornata tra l’incubo e l’assurdo. Secondo gli agenti Blake era armato di un coltello, secondo un passante che ha ripreso gli eventi Blake non era armato né violento al momento in cui i colpi sono stati esplosi. Anche secondo uno degli avvocati del signor Blake la versione degli agenti era stata gonfiata ad arte: nella sua ricostruzione è la polizia ad aggredire Blake in prima battuta e passare alle maniere forti sin dal loro arrivo sulla scena.

Dopo un primo tafferuglio, Jacob si dirige verso lo sportello del passeggero del SUV che stava guidando seguito da Sheskey ed un altro agente ad armi spianate. Sheskey prova ad acciuffare Blake e, quando quest’ultimo arriva allo sportello del passeggero e prova ad infilarsi in auto, l’agente lo acciuffa e gli pianta sette colpi in corpo. Secondo il Milwaukee Journal Sentinel, sarebbero passati meno di tre minuti tra l’arrivo della polizia e gli spari… sarà stato il tempo necessario a usare il taser.

Sheskey che esplode sette colpi dall’arma d’ordinanza verso Blake

Blake non era uno stinco di santo, su di lui dal mese di Luglio, gravava un mandato d’arresto per crimini domestici. Non so se sia considerabile un buon motivo per infilare sette palle di piombo nella schiena di un essere umano.

Ferito, Blake viene portato al vicino Froedtert Hospital di Wauwatosa, Wisconsin. Il 25 Agosto il padre annuncia che Jacob era rimasto paralizzato dalla vita in giù e che i dottori non sapevano se avrebbe mai più camminato. Inoltre, a causa delle ferite da arma da fuoco, era stato sottoposto ad una rimozione chirurgica di gran parte del colon e del piccolo intestino ed aveva subito danni anche allo stomaco, ai reni ed al fegato. Per rendere il suo soggiorno in ospedale più confortevole, era stato ammanettato al letto e guardato a vista da due agenti.

Nel Gennaio del 2021 i PM della Kenosha County hanno annunciato che non ci sarebbero state accuse nei confronti degli agenti ed in Aprile Sheskey è ritornato pienamente in servizio.

Jaco Blake è una persona di colore.

Breonna, Ahamaud, George, Elijah e le proteste di piazza

Breonna Taylor (1994-2020) 
Ahmaud Arbery (1995-2020)
George Floyd (1973-2020)
Elijah McClain (1996-2019)

La condizione di razzismo sistematico degli USA è arcinota, basti pensare al fatto che poco prima che io nascessi ci fosse ancora una veŕa propria Apartheid e che il Ku Klux Klan sia un organizzazione attiva e legale lì.

Dopo la serata di follia in cui Blake è stato crivellato di colpi ci sono delle proteste. Inspiegabile, eppure l’I can’t breathe di Floyd diventa lo slogan intorno a cui nasce il più grande e pacifico movimento della storia USA, una summer of love colorata e diversa che ha preso possesso delle piazze statunitensi per chiedere diritti e libertà per tutti. Alcuni hanno tacciato questo movimento che esige diritti per le minoranze, le donne e tuttə lə personə non binarie di wokeism, come se le basi di libertà, uguaglianza e fratellanza su cui si basa la civiltà occidentale e il moderno Stato di Diritto fossero solo inutili orpelli per la one nation under god.

Nel corso delle manifestazioni di primavera ed estate, secondo Wikipedia, i sondaggi hanno stimato che tra 15 milioni e 26 milioni di persone si sono unite alle varie manifestazioni e eventi  in USA, rendendole le più grandi proteste nella storia di quel paese. È stato inoltre stimato che tra il 26 maggio e il 22 agosto circa il 93% delle proteste è stato “pacifico e non distruttivo”. Secondo diversi studi e analisi, le proteste sono state per la stragrande maggioranza pacifiche. Purtroppo in alcune proteste, contro-manifestanti e infiltrati di destra istigarono o intensificarono la violenza. Anche gli atleti dimostrano solidarietà verso la causa della giustizia, del progresso e dell’integrazione.

Dopo la sventagliata di piombo offerta a Blake dalla Polizia, gli animi si sono scaldati.

Da un lato è tornato di moda lo slogan I can’t breathe, coniato da Eric Garner nel 2014 mentre veniva strozzato dalla NYPD, di contro nelle piazze si accendono gli animi di fronte alle ennesime sfacciate volgari dimostrazioni di potere. 

E. Gartner mentre conia lo slogan che fa arrabbiare gli old farts

Andiamo dunque a ricapitolare giorno per giorno cosa è accaduto in quell’angolo di Wisconsin

24 Agosto

Dalle marce pacifiche, si è fatto un passo avanti e la notte dopo gli spari viene dichiarato lo stato di emergenza, a partire dalle 22.15 ora locale. Sarà la coscienza sporca al pensiero di quanto avevano combinato nel pomeriggio? Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, intorno alle 23, i manifestanti bloccano il traffico usando un camion dell’immondizia e la polizia – per rasserenare gli animi- risponde con lanci di proiettili in gomma e gas lacrimogeni che si protraggono per tutta la notte.

Intorno alle 2.30 del mattino prende fuoco un camion parcheggiato nel piazzale di un rivenditore di auto usate. L’incendio divampa distruggendo quasi cento auto e danneggiando le entrate e delle finestre di alcuni edifici attigui. I manifestanti rispondono alle provocazioni danneggiando un blindato e lanciando oggetti contro le “forze dell’ordine”.

25 Agosto

E fu così che si arrivò al secondo giorno di proteste, di nuovo grandi e pacifiche sotto la luce del sole. Nonostante ciò, sia i collegamenti autostradali che quelli via treno vengono chiusi e Kenosha viene sigillata.

Senza ascoltare le proteste dell’American Civil Liberties Union (ACLU), il governatore Evers convoca la guardia nazionale. Viene indetto il coprifuoco dalle ore 20.00. Dalle 20.30 alcuni manifestanti si radunano nei pressi del tribunale e lanciano qualche petardo verso la polizia, che risponde con manganelli, lacrimogeni, spray al peperoncino e compagnia bella.

Nel corso della notte viene dato alle fiamme un altro camion della nettezza urbana e si iniziano a scorgere i primi vigilantes armati a presidio delle pompe di benzina.

La protesta si infiamma e si rivolta contro il 

Wisconsin Department of Corrections community probation and parole office (la galera) e la sede locale della Danish Brotherhood Lodge. I pompieri hanno un gran daffare fino alla mattina del 25.

Nel frattempo su Facebook la  Kenosha Guard, un gruppo di miliziani armati con armi lunghe da assalto, si dà convegno per il 24 in un evento chiamato “Armed Citizens to Protect our Lives and Property”. Il 25 si contavano circa 5000 aderenti all’evento online.

Secondo lo sceriffo della contea di Kenosha David Beth, la presenza di civili in armi da guerra potrebbe aver complicato la situazione (ma che splendido eufemismo!). Il colosso guidato da Zuckemberg rimuove prontamente il gruppo e la pagina… il 26 Agosto. Lo sceriffo Beth dichiara inoltre che la maggior parte dei danni siano stati causati da persone estranee sia alla contea che alle proteste.

La Kenosha County Board invia una lettera al governatore Evers dove si richiede l’intervento di altre 2000 unità in forza alla Guardia Nazionale. Il governatore risponde inviando 250 membri della guardia nazionale e dichiarando lo stato d’emergenza nell’intera regione.

Viene eretta un’alta recinzione intorno al tribunale da parte delle forze dell’ordine. Nella notte alcuni manifestanti proveranno a superare la barriera, ma senza successo.

Il capo dei vigili del fuoco dichiara che ci siano in città 34 focolai d’incendio e che 30 aziende siano state danneggiate o distrutte dalle fiamme; la polizia riporta arresti legati ai saccheggi.

Un fucile d’assalto AR-15, Kyle Rittenhouse in un fotogramma di un TikTok che posa con la sua arma detenuta illegalmente, Kyle e un amico che passeggiano per le vie di Kenosha.
Miliziani USA appartenenti ai “Boogaloo bois”, da Affari Politici

Quella sera giravano in quell’angolo di Wisconsin anche parecchi miliziani, figure sconosciute e impensabili qui nella vecchia europa. Potreste immaginarli come estremisti in assetto da guerra usciti da un videogioco distopico. A parte la tendenza ad indossare armi lunghe d’assalto – spesso a parure di un’arma corta alla cintura che alcuni accoppiano ai pugnali – vestono in maniere molto differenti: si va da outfit più formali legati alle vere forze armate a tenute sgargianti a tema hawaiano dei Boogaloo bois. Insomma, quella sera a Kenosha giravano parecchi di questi psicopatici armati pesantemente. A riguardo, le dichiarazioni della polizia divergono dalle testimonianze dirette di chi era lì. La Kenosha Police ha dichiarato che questi individui non siano stati né invitati né utili. Lo sceriffo li ha definiti “una milizia… come un gruppo di vigilantes”.

Di contro, ci sono video girati quel giorno che mostrano i poliziotti ringraziare questi wannabe Avengers e offrirgli bottigliette d’acqua fresca. Dopo i fatti, Beth ha dichiarato che gli agenti avevano sbagliato di grosso a ringraziare i miliziani. Dopo, però.

Com’è e come non è, intorno alle 23.45 il diciassettenne dell’Illinois venuto a partecipare alla festa armato del suo fucile d’assalto detenuto illegalmente spara e uccide due persone, ferendone gravemente un’altra. Il giorno dopo, dopo una confirtevole notte di sonno nel suo lettino, Kyle Rittenhouse verrà arrestato con l’accusa di duplice omicidio.

Da Twitter: Joseph Rosenbaum, 36, and Anthony Huber, 27 uccisi da Rittenhouse
Da Twitter, Gaige Grosskreutz ferito da Rittenhouse

26 Agosto

Le proteste continuano in maniera pacifica il 26, cortei, cori, performance ed happenings.

Né la riot police, né la guardia nazionale si fanno vedere in giro.

La  Kenosha County Board invia una seconda missiva al governatore Evers, chiedendo il distaccamento di altre 1500 unità della guardia nazionale. I toni sono tra il tragico ed il patetico, nel documento prodotto dal board si leggono perle del tipo:

《La nostra Contea è sotto attacco.

Le nostre aziende sono sotto attacco.

Le nostre abitazioni sono sotto attacco.

Le nostre forze dell’ordine hanno bisogno di ulteriore supporto per aiutare a riportare la Civiltà nella nostra comunità.》

Ulteriori sviluppi

Al 28 Agosto 2020, il Wisconsin aveva inviato a Kenosha quasi 1000 membri della guardia nazionale. Inoltre, a supporto, erano giunti 200 federali e truppe della guardia nazionale del Michigan, dell’Arizona e dell’Alabama.

Mandela Barnes, 445th Lieutenant Governor of Wisconsin

Le proteste sono proseguite ogni giorno fino al 29 Agosto, quando più di mille persone hanno partecipato ad un comizio seguito da una marcia. Al comizio hanno preso la parola tra gli altri il padre di Jacob Blake e il Lieutenant Governor (il “vice presidente”) del Wisconsin, Mandela Barnes. Dal podio la richiesta di riformare profondamente la polizia. La folla si è poi diretta alla Kenosha Courthouse scandendo slogan quali “7 bullets, 7 days” (in relazione al nunero di giorni di protesta e ai colpi sparati a Blake), “One Person, One Vote” e “No Justice, No Peace”.

Il primo Settembre la polizia arresta due miliziani giunti a Kenisha dal Missouri per far casino. Vengono incriminati per violazione della legge federale sulle armi da fuoco, non voglio immaginare che razza di arsenale si fossero portati appresso. Nel corso delle indagini è emerso che i buontemponi (in italia si usa spesso l’argomento della goliardia per l’eversione nera, saranno goliardi anche oltreoceano) avessero detto ad un testimone che stessero andando a Kenosha “with the intention of possibly using the firearms on people”.

Il 2 Settembre il coprifuoco viene revocato.

E per questa puntata ci fermiamo qui: seguiranno gli approfondimenti sulla visita del presidente all’epoca in carica all’epoca, D. Trump, sul processo all’agente Sheskey e tutti i dettagli su quello al giovane Rittenhouse, dalla scelta della giuria fino all’assoluzione di Rittenhouse, passando per momenti imbarazzanti in cui il giudice vieta il pinch-to-zoom (il popolare gesto che ogni possessore di smartphone ben conosce, per cui per allargare o stringere un’immagine si “pizzica” lo schermo) perché “l’AI di Apple modifica le foto” (sic!). A presto, su infosec.news

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