UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Ci salveremo dalla Pandemia, ma chi ci salverà dalla burocrazia e le tasse?

Se dovessimo affrontare un incontro di boxe ed avessimo di fronte un avversario forte, che però siamo convinti di poter battere, ma ci dicessero che per uno strano regolamento dobbiamo disputare l’incontro con un braccio legato dietro la schiena, come affronteremmo la sfida? È questo lo scoramento che un imprenditore italiano prova quotidianamente nell’affrontare la sua giornata lavorativa? Le battaglie contro le leggi della burocrazia e del fisco sono innumerevoli e spesso incomprensibili. Di seguito una amara costatazione del Dott. Joseph Di Virgilio che ha studiato presso il prestigioso collegio Militare di Napoli “Nunziatella”, si è formato al MIT Sloan School of Management, ed ha ricoperto numerosi incarichi tra cui quello di Vice President Investment Banking-Energy&Power alla Deutsche Bank, e più recentemente come Chief Equities Strategist alla Romulus Asset Management

Da quando sono rientrato in Italia (all’inizio di quest’anno) dopo 2 in Svizzera, 2 in Olanda e dopo più di 20 anni di carriera a Wall Street negli USA, mi sono reso conto che a paragone dei Paesi in cui ho vissuto, l’Italia ha una pressione fiscale mai vista. Il solo concetto di dover pagare tasse in anticipo, per un anno che non è ancora iniziato e soldi non ancora guadagnati è da ricovero manicomiale. 

Ancor più per coloro che hanno una Partita IVA costretti a pagare l’INPS ogni 3 mesi anche se non hanno fatturato nulla, è da dementi e bisognerebbe arrestare quelli che hanno proposto e approvato queste leggi. Anzi dovrebbero loro mettersi nei panni dei poveri imprenditori, che ogni minuto della loro giornata devono crearsi il modo di fare un centesimo con l’aiuto di una economia che sta al macello grazie ai politici incompetenti che si nascondono dietro i loro stipendi, vitalizi, pensioni d’oro, corruzione e che pensano esclusivamente alle loro tasche. E come se non bastasse (magari perché non conoscendo di meglio) l’italiano accetta questo status-quo come una cosa “normale” paragonabile a quelli che vivono sotto dittatura perché non sanno cosa sia una VERA democrazia. 

Questo Paese che vanta di aver contribuito alla cultura mondiale più di qualsiasi altra nazione è governato da buffoni che non hanno mai fatto una vera esperienza all’estero e di conseguenza sono incapaci di portare idee fresche al tavolino, forzando chi ha meno da perdere a cercare opportunità altrove. Peggio è che la maggior parte di questi politici non ha mai passato un giorno a chiedersi da dove arrivi il loro pasto in assenza di soldi in tasca. 

Gli imbecilli di TUTTE le dottrine politiche italiane (che di voi se ne strafottono) sono essenzialmente degli emeriti ignoranti che non capiscono che più tasse, più burocrazia e più leggi non sono la risposta ad una economia prospera. Si, l’italiano è tradizionalmente un furbo, evasore fiscale che pensa sempre di saperne di più del prossimo, ma la soluzione sta nell’incrementare il personale che fa controlli all’ufficio entrate e non passando un’ennesima legge, perché alla fine se il governo ti fotte ogni giorno, trovare il modo di metterla al culo al governo diventa un istinto necessario alla propria sopravvivenza e non un gioco a tana. 

In breve, facendo all’americana, ossia meno pressione fiscale, meno burocrazia, un governo più piccolo (che non sta in tutti gli affari del popolo) e più controlli su chi fa il furbo sono parte della soluzione ai problemi di questo Paese rottamato e deriso da tutto il mondo. 

L’italiano ha un’arma molto potente nelle sue mani per trasformare la sua nazione in una invidia per il mondo intero se si ribellasse per le cose importanti come lo fa per le stronzate come i vaccini. D’accordo che siamo penultimi nella UE (secondi solo alla Romania) in istruzione e percentuale di laureati ma il governo deve capire che parte del cambiamento culturale di questo Paese inizia col dare più fiducia al popolo, sennò l’italiano rimarrà sempre il delinquente mafioso etichettato dalla UE e dal resto del pianeta ma per pura necessità e null’altro. 

Back to top button