STRATEGIE

Alle incursioni della Cina, Taiwan risponde con creatività

Nonostante le prove di forza di Pechino per riaffermare la sua superiorità, Taipei non demorde e trova nuove soluzioni per proclamare la sua indipendenza.

Taiwan è una spina nel fianco per la Cina sin dal 1949 quando la piccola isola ha scelto di separarsi dalla madrepatria.  Con una certa frequenza Pechino lancia segnali intimidatori per dare prove di forza e ricordare a Taipei che il ricongiungimento dell’isola alla Cina potrebbe essere un gioco da ragazzi.  Solo poche settimane fa Xi Jinping ha voluto flettere i suoi muscoli sorvolando l’isola con 156 aerei da combattimento.  Ma per Pechino l’agognato processo di riunificazione potrebbe avere complicanze di carattere culturale e non solo geopolitico.

La presidente Tsi ing-wen ha prontamente risposto “Non ci piegheremo alle pressioni della Cina” ed è stata prontamente supportata da alcuni cittadini che hanno voluto dare prova della loro voglia di indipendenza e libertà.  Come la focosa coppia che, pur piegandosi in senso meno metaforico, ha interpretato a modo suo il progetto di riunificazione flettendo i muscoli in spregio al pericolo sul balcone di un albergo locale, come ampiamente documentato da Fabrizio De Filippi

Si sa che le strutture alberghiere, messe a dura prova dal calo di prenotazioni dovute alla pandemia, si arrampicano sugli specchi per invogliare i clienti con “pacchetti a tema”.  C’è chi propone corsi di cucina con chef stellati, percorsi wellness con massaggi e cure termali, l’assistenza di personal shopper o guide turistiche con conoscenze approfondite del territorio.   A questi potrebbe aggiungersi un corso di arrampicata (più outdoor che indoor) per chi si trova catapultato all’esterno e non vuole tornare in camera passando come natura crea attraverso la hall dell’albergo.  Il pacchetto VIP potrebbe includere una dotazione di base da ferrata con moschettoni da balcone e certificazione DPI e antinfortunistica, nel caso le maniglie dell’amore non fossero sufficienti.  Per l’albergo si tratterebbe di una sorta di assicurazione RC, intesa più come “Responsabilità Civile” che come “Repubblica Cinese”.

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