GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Aaron vive

Otto anni fa, sotto il peso delle ingiuste persecuzioni giudiziarie, veniva a mancare Aaron Hillel Swartz

Oggi si celebra l’Aaron Swartz day. Pochi giorni fa, l’8 Novembre, Aaron avrebbe compiuto 35 anni. Purtroppo non festeggerà questo compleanno, così come non li festeggia dal 2013 quando spinto alla disperazione dalle odiose, vane e sciocche persecuzioni a suo carico da parte della U.S. Attorney del Massachusetts Carmen Ortiz, da Stephen P. Heymann e dall’agente del Secret Service Michael S. Pickett.

Aaron, the internet’s own boy, con il suo lavoro geniale e incessante ha contribuito a dare alla comunità risorse di grandissimo valore, ad esempio RSS, le licenze Creative Commons, web2tor, il linguaggio markdown e il framework web.py.

Inoltre, si è impegnato fino all’estremo sacrificio per la privacy ed i diritti digitali, fondando la Open Library (la biblioteca digitale dell’Internet archive), contribuendo alla fondazione dell’Edmond J. Safra Ethics Center dell’Università di Harvard, ha fondato il sito  Watchdog.net ed è stato autore del “Guerrilla Open Access Manifesto”. Si è battuto valorosamente contro le leggi statunitensi SOPA/PIPA ed ha compilato la richiesta formale tramite il Freedom of Information Act (FOIA) per conoscere il trattamento riservato a Chelsea Manning, che ha squarciato veli di segreti e bugie con WikiLeaks.

Per aver scaricato da JSTOR, un database della biblioteca dell’MIT, articoli di pubblico dominio, la maggior parte realizzati tramite ricerche finanziate con denaro pubblico, è stato ingiustamente perseguito ai sensi del Computer Fraud and Abuse Act of 1986 (CFAA) e indotto al suicidio. Sarebbe andato incontro a 35 anni di galera ed una multa di un milione di dollari per questo.

Il suo ricordo sia una benedizione.

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