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Un “Lei non sa chi sono io” nell’alto dei Cieli

L’erede di Alitalia è ai suoi primi vagiti, eppure già esprime il peggio del suo carattere italiano

Su infosec.news abbiamo speso parole d’amore per la nostra compianta compagnia di bandiera e ospitato un bel dibattito sui perché e i per come si sia arrivati a predere Alitalia.

Oggi torniamo a 10.000 metri d’altezza sugli aerei tricolori, nella fattispecie sul Roma – Palermo dello scorso 29 ottobre, dove una passeggera non avrebbe potuto imbarcare in cabina il suo bagaglio a mano e avrebbe reagito piccatamente. A questo punto le ricostruzioni giornalistiche si fanno divergenti, uno dei pochi punti fermi è l’identità della passeggera: Costanza Esclapon de Villeneuve. Dalle nostre fonti, risulterebbe che la Esclapon è Advisor dì Gubitosi in TIM, ha piazzato suo marito come responsabile della comunicazione, è advisor dì DAZN  sul calcio, siede nel CdA dì Mediaset e dì ENEL, oltre ad avere un ruolo di advisor nella “nuova” Ita, dove contribuirebbe alle progressive sorti aziendali valutando la qualità del servizio offerto alla clientela. L’altro è la lettera del presidente Altavilla ai dipendenti Ita a seguito dell’episodio. Tra questi due estremi, si innestano le ricostruzioni fornite da Avionews e del FQ.

La vicenda risulta particolarmente spiacevole se si considera che lo scorso 4 novembre il “Decreto infrastrutture e trasporti” è stato approvato al Senato. Tramite l’articolo 7 di questo DL, vengono cancellate le tutele occupazionali, normative e salariali previste dall’ articolo 2112 del Codice Civile per quanto riguarda la cessione d’azienda e ramo d’azienda. Quindi i dipendenti Ita, per quanto siano all’incirca gli stessi di Alitalia, risultano neo-assunti -quindi di fatto privati della loro anzianità di servizio e facilmente licenziabili- ed i loro contratti non più coperti dalle garanzie precedenti, ad esempio l’Art. 18.

Bello vedere all’opera l’umiltà dei Grandi, umiltà e semplicità che in questo periodo vanno di moda. E un’occasione sprecata per riferire discretamente all’orecchio dell’AD per migliorare davvero il servizio, invece di minare ulteriormente la già traballante reputazione del marchio.

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