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Presidente, non è aria

Molti attenti osservatori, in particolare quelli che vorrebbero sottolineare l’inidoneità di Joe Biden a ricoprire il ruolo di presidente degli Stati Uniti, hanno gli occhi puntati sul leader quasi settantanovenne  per cogliere momenti di vita pubblica in cui è intento a recuperare il sonno perduto.  Per i suoi critici e detrattori anche un breve momento di riflessione ad occhi chiusi è senza ombra di dubbio un incontrollabile abbiocco senile. 

A tale “momento di riflessione” non ha rinunciato il Presidente neanche in occasione della COP26, conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, preoccupato come tutti noi per il futuro del pianeta e il mondo che vogliamo lasciare ai nostri giovani.

Le riflessioni sull’inquinamento ambientale, sul buco dell’ozono e sul contenimento dell’aumento della temperatura devono aver acuito altresì il coinvolgimento sensoriale del Presidente quando una mal controllata aerofagia ha chiamato in causa non solo la vista degli osservatori ma il loro udito e per lo staff a lui piu vicino probabilmente anche l’olfatto.

Può anche darsi che la momentanea perdita di controllo sfinterico sia dovuta ad una preoccupazione per il contenimento del debito pubblico o per le misure economiche espansive, fatto sta che Biden ha attirato l’attenzione niente popodimeno che di Camilla Parker Bowles e del Carlo non in odor di trono.

Si dice che Myrta Merlino stia già tempestando il Presidente di chiamate per invitarlo a L’Aria che Tira e Fazio non veda l’ora di averlo in poltrona a Che Tempo Che fa.  Prima però farebbero bene i consulenti  presidenziali a rinfrescarlo sul corretto utilizzo del body language e sull’ottimizzazione dei linguaggi non verbali.  O non è meglio che per il momento, come direbbe un mio amico siciliano, il presidente rimanga in continente?

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