TRASPORTI & MOBILITA'

Il 5G interferisce con gli altimetri dell’aviazione

Le nuove direttive USA dovrebbero limitare l'uso di sistemi automatizzati sugli aeromobili che si basano su radioaltimetri

Torniamo a parlare di FAA e regolamentazioni dell’aeronavigabilità…stavolta ad essere tutelati non sono i pivieri (Chico malo a Boca Chica), bensì gli altimetri.

La FAA americana ha infatti lanciato un avvertimento sulle possibili interferenze del 5G ai danni degli altimetri dell’aviazione, il che avrà sicuramente destato qualche anima cospirazionista.

Si prevede che la direttiva speciale sull’aeronavigabilità possa venire emessa a breve visto l’imminente implementazione del servizio di telefonia cellulare 5G in 46 principali aree metropolitane degli Stati Uniti il ​​5 dicembre. Le direttive dovrebbero limitare l’uso di sistemi automatizzati sugli aeromobili che si basano su altimetri radar, comunemente chiamati radioaltimetri, strumentazioni imprescindibili dell’avionica che forniscono la distanza tra velivolo e suolo, e conseguentemente potrebbero derivarne ritardi e cancellazioni dei voli. Si legge in una lettera del vice amministratore della FAA Bradley Mims che l’agenzia condivide “la profonda preoccupazione per il potenziale impatto sulla sicurezza aerea derivante dall’interferenza alle prestazioni dell’altimetro radar per le operazioni della rete 5G nella banda C”.

In un’asta FCC (Federal Communications Commission) dello spettro radio dello scorso anno, le principali telecomunicazioni hanno pagato, per un ammontare di 78 miliardi di dollari, l’accesso a una fetta sottile della gamma finita di frequenze radio disponibili per il trasporto di segnali 5G. Questi segnali rientreranno nel range di 3,7-3,98 GHz della cosiddetta banda C, che è apparentemente il “punto debole” per trasportare i segnali 5G. Gli altimetri radar invece operano nella gamma di frequenza 4,2-4,4 GHz ma permane comunque un certo timore in caso di interferenze.

La FCC dal canto suo ha approvato l’uso dello spettro per il 5G affermando che “le apparecchiature (radioaltimetri) ben progettate non dovrebbero normalmente ricevere alcuna interferenza significativa (per non parlare delle interferenze dannose) …”, eppure i gruppi dell’aviazione sembrano affermare il contrario.

La precisa natura dell’imminente regolamentazione non è stata ancora rivelata, ma eventuali problematiche con gli altimetri radar sarebbero catastrofici in quanto fondamentali per il funzionamento dei sistemi di atterraggio strumentale, poiché forniscono le informazioni di altitudine primarie per quel che concerne gli approcci di CAT II e III (categorie di visibilità per atterraggio strumentale), nonché essenziali per i sistemi di avviso di prossimità al suolo.

Se da una parte però l’America persiste a spron battuto, l’approccio di altri paesi al lancio del 5G differisce e non poco. Le autorità canadesi dello spettro radio hanno infatti posto restrizioni all’uso dei trasmettitori 5G vicino ai principali aeroporti per garantire che non vi siano interferenze con i radioaltimetri. Ciò ha però mobilitato le principali società di telecomunicazioni in Canada che, temendo di diventare i fanalini di coda tra i competitors americani, hanno iniziato a protestare contro questa decisione, affermando che impedirà loro di offrire i più recenti servizi wireless a molte aziende e clienti privati ​​nelle aree fortemente industrializzate e popolate intorno ai principali aeroporti.

Ad oggi l’unica soluzione a lungo termine, per niente indolore, è il retrofit di alcuni altimetri con “filtri fuori banda”, ma richiederebbe anni e migliaia di velivoli civili potrebbero risentirne secondo l’industria aeronautica.

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