AEROSPAZIO

La fabbrica tra le stelle

SpaceX e VARDA costruiscono una nuova partnership per costruire il futuro industriale dell’uomo nello spazio.

SpaceX, l’azienda che sta rivoluzionando il trasporto spaziale, possiede una collezione dei razzi più potenti del mondo. Il suo cavallo di battaglia – il Falcon 9 – è alto 70 metri e pesa a 549 tonnellate, di cui 22,8 di payload. Una capacità sufficiente a portare in orbita – e riportare a terra – quantità significative di carico utile, ad un costo ragionevole. Il Falcon 9 è infatti un razzo a due stadi caratterizzato dall’avere le parti più costose riutilizzabili, il che riduce notevolmente il costo dei lanci rispetto ai concorrenti. Oltre al booster in sé, SpaceX recupera infatti anche la carenatura che porta il carico utile dal mare e la rimette in sesto per poterla riutilizzare. 

Il pezzo forte del sistema di lancio è il motore Merlin, che può essere riavviato più volte nel volo per posizionare un carico utile multiplo in orbite diverse. Quest’ultima capacità consente a SpaceX di offrire diritti condivisi per i lanci spaziali, perché ogni carico utile può essere rilasciato alla sua orbita designata, prima che il lanciatore si sposti in un’altra orbita per rilasciare il resto.

VARDA sta approfittando di questo programma di condivisione del carico orbitale per lanciare la sua prima fabbrica nello spazio ad un prezzo molto ridotto. La differenza di costo rispetto alle offerte di altri lanciatori potrebbe essere fino a 6 milioni di dollari – un aspetto che incide fortemente sulle capacità di lanci multipli di attori industriali o commerciali interessati.

L’obiettivo di VARDA, una startup fondata alla fine dell’anno scorso con un capitale di circa 50 milioni di dollari, è quello di costruire il primo parco industriale in orbita. Il raggiungimento di tale obiettivo consentirebbe di sfruttare le opportunità offerte dalle lavorazioni in microgravità, ad esempio, per la produzione di organi biostampati o di particolari semiconduttori. 

Il primo lancio è previsto per il 2023 e lo scopo principale è quello di fungere da dimostratore di capacità per quanto riguarda le lavorazioni in microgravità. A tale scopo, il modulo VARDA rimarrà in orbita per tre mesi, e quindi sarà recuperato da un veicolo di rientro. 

Secondo uno dei fondatori di VARDA, l’area di business è piuttosto aperta, dato che in passato la Stazione Spaziale Internazionale ha ospitato a bordo carichi paganti che avessero l’obiettivo di effettuare operazioni in microgravità. Tuttavia, il costo era piuttosto proibitivo, mentre quello per un lancio con SpaceX in configurazione di load sharing potrebbe scendere fino ad un milione di dollari. 

A tendere, l’azienda prevede di lanciare e recuperare carichi di peso fino a un quintale, trascurabili in termini di energia e costo di lancio, ma significativi in termini di valore. Il punto critico – ed il fattore di successo principale – è costituito dalla frequenza con cui VARDA riuscirà a portare in orbita ed a recuperare carichi utili ad alto valore aggiunto, in modo da avviare un ciclo continuo di produzione in forma ibrida, con input ed output di prodotto a terra, e workflow di produzione nello spazio.

Il primo lancio dovrebbe esse seguito da altri due entro la fine del 2024, e ciascuno di essi consentirà di riapplicare le lezioni apprese da quelli precedenti, secondo il ciclo di iterazione rapida che SpaceX ha reso uno standard delle sue modalità di sviluppo.  

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