SPECIALE CORONAVIRUS

Apolidi Vaccinali

Come inquadrare in Italia ed in Europa i 970 volontari sottoposti alla sperimentazione con vaccino ReiThera e, tra i 33.860 abitanti della Repubblica di San Marino, quelli vaccinati con Sputnik? Entrambi i vaccini non sono ‘riconosciuti’ dall’EMA né quindi dall’AIFA; l’uno perché la sperimentazione del farmaco con soggetti umani è stata interrotta ‘per mancanza di fondi’, l’altro per non aver presentato richiesta all’Agenzia Europea dei Medicinali, secondo l’informazione dei media. Può bastare un test sierologico che quantizzi la risposta anticorpale verso la proteina virale per ottenere il Lasciapassare verde? Con quale periodo di validità? Devono ripetere continuamente tamponi orofaringei per frequentare l’Università, svolgere attività che in Italia richiedono di esibire la certificazione, lavorare in fabbrica, cenare a lume di candela, ballare in discoteca entrare negli Autogrill per un caffè e per fare pipì?

Stessa valutazione per i cubani, russi, cinesi ed altre popolazioni vaccinate con prodotti home made.

Quale riflessione etica si può offrire per il bilanciamento della salute della popolazione generale e dei soggetti ‘apolidi vaccinali’?  Ovvio che il virus non si ferma al cartello di Dogana (linea di confine della RSM con l’Italia), come non si ferma al Brennero o a Ventimiglia. Ovvio che sono tutti soggetti con sistema immune esposto ad una delle varianti della proteina virale e con differente risposta percentuale di protezione anticorpale: può bastare per accoglierli tutti nel ventre burocratico del Lasciapassare universale?

Qual’è il diritto morale positivo su cui basare una proposta? 

’La morale è ciò che la gente pensa che la morale sia’’, riflette Salvatore Magra; nella valutazione di come ci si debba comportare nei confronti degli altri – valori, esigenze, regole per governare l’azione umana – dovremmo preliminarmente assumere le ‘éndoxa’, le opinioni più diffuse e consolidate con incontrovertibili prove di validazione; che ovviamente non sono le opinioni social di giocolieri e ballerine e presenzialisti televisivi. Ma la costruzione di un sistema morale indipendente dalla prassi troverebbe il limite dell’inapplicabilità alla real life, divenendo astratta teoria lontana da regole praticabili. L’Etica more geometrico demonstrata ha fallito l’obiettivo, dice John Rawls, nelle riflessioni di Carcaterra; ha prodotto come reazione forme di etica emotivistica e irrazionalistica. I diritti umani sono gli éndoxa del nostro tempo, il loro valore etico è imprescindibile, utile ad approfondire speculazioni universitarie e bandiere di contrapposizioni politiche. L’Etica è un sapere morale. Ma possiamo ben vedere come la sensibilità morale della gente sia cambiata rispetto ad un passato, anche recente. Le Dichiarazioni di Norimberga e poi di Helsinki e Oviedo, il Vietnam, Solidarność, Woodstock e Berkeley, Martin Luther King, Black Lives Matter e #Mee Too#,le orazioni del Santo Padre Francesco e del Santo Padre Dalai Lama, l’ombra del fungo di Hiroshima…: è necessario adeguare le principali etiche normative per governare i nuovi contenuti della morale. Ma applicare i principi dell’utilitarismo (basato su principio quantitativo: ‘il bene è la maggior felicità del maggior numero’) ai diritti, come pretesa dell’individuo che sarebbe ingiusto non soddisfare da parte del potere politico, conduce fino all’incompatibilità di ammettere l’infanticidio, secondo Singer e prima ancora Bentham, per ragioni utilitarie. I diritti, dunque, costituiscono per sé critica insuperabile all’utilitarismo.

Come Virgilio nella seconda cantica, dunque, gli apolidi vaccinali restano in un Limbo, tra color che son sospesi; 700 anni dopo padre Dante, sono loro in attesa dell’attuazione del pronunciamento del 2007 di papa Benedetto XVI Ratzinger che del Limbo affermò definitivamente l’inesistenza, cozzante con i principi cattolici, qualora non abbia colpa l’individuo del suo ‘non-battesimo’. Ora che anche papa Francesco I Bergoglio è dotato di Green-pass vaticano.

Con dei distinguo: la disposizione del Decreto-legge Draghi (n. 111 del 6 agosto 2021) che auto-sospese nel tempo la sua efficacia relativa al ‘’Lasciapassare’’: “ai soggetti in possesso di certificato di vaccinazione anti Sars-CoV-2 rilasciato dalle autorità sanitarie di San Marino, non oltre il 15 ottobre, non si applicano le disposizioni di legge” è stata prolungata al 31 dicembre (presunta fine dell’ ‘emergenza’) col DL 127/2021. Curioso: basti pensare che l’antica Repubblica di San Marino, per voce del Comitato Sammarinese di Bioetica,  ha dedicato ben due documenti (Valore bioetico delle vaccinazioni – per la persona e per la collettività, del 2016 e Copertura vaccinale contro SARS-COV-2. Basi bioetiche per un patto di salute, del 2021), al significato bioetico delle vaccinazioni, attraverso un’attenta disamina del delicato equilibrio tra i diritti e i doveri dei cittadini. A volte basta guardare l’orto del vicino…

Come accogliere allora gli apolidi vaccinali?

Stimolando EMA ed AIFA ad evolvere dalla posizione del ‘non ci hanno chiesto di essere valutati’ ad un parere cogente verso tutti i vaccini in sperimentazione e somministrazione a milioni di individui, in rete con le raccolte dati e fornendo supporto culturale, metodologico e di informazione ai paesi extracomunitari – Inghilterra compresa – dei grandi blocchi continentali, sotto l’ombrello OMS che si ponga garante di correttezza e reciprocità. 

Tanto poi, anche se avrete il Lasciapassare, quarantotto ore dopo una cena ed una serata in discoteca, se avrete notizia di Covid positivo di qualcuno della compagnia, un tampone ben fatto sarà comunque una mandatoria tutela per i famigliari, gli utenti della vostra professione, gli amici, i contatti. Argomento al centro dei dibattiti. Ed è giusto qui non dimenticare il norvegese Fridtjof Nansen, che concepì un passaporto ‘utile a proteggere apolidi e rifugiati dopo la prima guerra mondiale. Uno di questi documenti fu intestato a Marc Chagall, un altro a Igor’ Stravinskij’ (Erri De Luca in Narratori Feltrinelli, 2021); ebbe il Nobel per la Pace cent’anni fa.

Articolo scritto in collaborazione con Pierenrico Gallenga

Back to top button