CITTADINI & UTENTI

Oro olimpico di “gaffe clamorose” all’Italia

Quanto ci piace essere spernacchiati…

L’altro giorno la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha voluto far credere al mondo che il “Milite Ignoto” (di cui si celebrava il centenario) era americano. E’ bastato un tweet maldestro (o forse “deculturato”) per esporre il nostro Paese al pubblico ludibrio: il solito “social media manager” ha incarnato il profilo professionale suo, di chi lo ha scelto, di chi ne supervisiona il lavoro.

La fotografia di un soldato statunitense in luogo di una qualsivoglia immagine aderente al tema del “cinguettio” e soprattutto della ricorrenza avrebbe istigato la buonanima di Riccardo Pazzaglia a recitare il suo immortale “il livello è basso”.

Ogni commento è superfluo, anche se non è certo questa la strada con cui il tanto vituperato Stato può pretendere di guadagnare fiducia e credibilità.

Tempo addietro la prima cittadina della Capitale reclamizzò una iniziativa sportiva destinata a tenersi a Roma e il suo staff ritenne opportuno far sfoggio della propria competenza utilizzando una fotografia dell’arena di Nimes in luogo di una forse più appropriata istantanea del Colosseo. Non contenta la signora Raggi in una successiva occasione parlò di “cupola” che anziché stare sulla basilica di San Pietro sarebbe stata dislocata sul precedentemente snobbato Anfiteatro Flavio…

Qualcuno dice che è quel che ci meritiamo, ma non sono soltanto le istituzioni a brillare nell’esibizione del “meglio di se stessi”.

Anche chi si oppone al Governo e alle sue iniziative non manca di esporsi in performance di proporzionale calibro, regalando al popolo la possibilità di inveire in modo pacifico attraverso i social e di sbeffeggiare i sedicenti leader di partiti, movimenti e truppe di ogni altro genere.

Un caso spettacolare è stato quello dell’esimio professor Alessandro Meluzzi, medico psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, criminologo, nonché docente di psichiatria forense. All’avvio delle proteste a Trieste degli oppositori al Green Pass, per evidenziare una affluenza straordinaria Meluzzi ha incautamente twittato una foto di un oceanico corteo ripreso dall’alto.

Il criminologo ha dimenticato che se si piazza una foto su un qualunque motore di ricerca (da Google a Yandex) si riesce a ritrovare l’immagine ovunque sia già apparsa e se ne può leggere la didascalia o riconoscere il contesto.

In un attimo la foto tarocca (che riprendeva Zurigo in occasione della Street Parade del 2018) ha scatenato la più impietosa ironia, ma ha comunque totalizzato 652 “mi piace”. Mentre invito a leggere i commenti cinici che sono leggibili in coda al tweet, mi chiedo chi non abbia esitato a dare il suo “like” a Meluzzi…

Possiamo ancora sperare in un futuro migliore?

Back to top button