IL CALAMAIO ALLA GRIGLIA

LA POLIZIA ARRUOLA ESPERTI DI “FORZA ONDULATORIA”

Voglio conoscere chi scrive i testi alla Ministra Lamorgese. Voglio farlo prima che qualcun altro si possa accaparrare un ghostwriter così immaginifico.

La performance della titolare del dicastero dell’Interno ieri alla Camera dei Deputati ha infatti mortificato le migliori pagine di Asimov, Bradbury, Clarke, Gibson, Herbert e tanti altri artisti della fantascienza.

La presenza di un agente provocatore nei ranghi dei dimostranti – contestata da più parti – e la partecipazione del tizio al tentativo di ribaltare un veicolo della Polizia hanno innescato la più sbalorditiva risposta che gli onorevoli (e soprattutto i cittadini) si potessero mai aspettare.

La spettacolare frase “Quell’operatore stava verificando anche la forza ondulatoria scaricata sul mezzo” è destinata ad imperitura memoria.

Qualcuno già ipotizza l’assunzione nelle Forze dell’Ordine di energumeni con dinamometro incorporato e comprovate abilità nella verifica delle oscillazioni di veicoli coinvolti in tafferugli e manifestazioni di piazza.

Indiscrezioni lascerebbero intendere che costituiscono titolo preferenziale le pregresse esperienze all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (o INGV che dir si voglia) o un certificato bagaglio di conoscenze empiriche di fenomeni tellurici.

Ai fini della selezione il sapere tutto di “sismi” (ma solo se lo scrive tutto minuscolo per non dare adito ai malpensanti che in questa storia ci sia l’ombra dei Servizi Segreti) garantirebbe un punteggio aggiuntivo, come pure l’essere stati definiti “un vero terremoto” negli anni dell’infanzia assicura un occhio di riguardo da parte della Commissione esaminatrice.

Aspiranti esperti di intelligence hanno acquisito un vecchio spot pubblicitario che alcuni giuristi hanno già riconosciuto passibile di “istigazione a reato” e tra loro c’è chi ha fatto osservare anche l’immancabile longa manus degli immigrati stavolta giamaicani.

Sarebbe bello, in questo desolante scenario e dinanzi al mondo intero che ci guarda sconsolato, che qualcuno riconoscesse sia i propri errori sia la plateale incapacità dei collaboratori (dalla piazza alla macchina per scrivere), adottando le iniziative più elementari per rimediare e assumendosi tutte quelle responsabilità che non possono essere allegramente disconosciute o scaricate su chicchessia.

Sarebbe bello. Sarebbe.

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