AEROSPAZIO

La space economy…ma davvero genera business?

Lo spazio serve a tutti: dalle imprese alle amministrazioni pubbliche fino ai consumatori di beni e servizi

Avrete sicuramente seguito le mirabili vicende di Elon Musk, Jeff Bezos e Richard Branson nella loro corsa allo spazio, che se ad alcuni sembra solo una bizzarra competizione tra miliardari (che attira critiche persino da principi britannici e segretari ONU), ha invece il grande merito di aver riportato l’attenzione del pubblico sullo spazio ed ha soprattutto delle ricadute economiche importanti.

Non c’è ovviamente solo il turismo spaziale in gioco, ma tante altre attività industriali e commerciali che si realizzano sia in orbita che sulla Terra. Tralasciamo il valore della produzione strettamente spaziale, ovvero razzi, satelliti, stazioni orbitanti e di controllo, per concentrarci appunto alla cosiddetta space economy terrestre. 

Pensate quindi innanzitutto a test su processi e materiali, di settori a volte lontanissimi dallo spazio. Recentemente, un produttore di succhi di frutta ed uno di imballaggi hanno individuato innovazioni incrementali per i processi di produzione, grazie ad esperimenti in orbita. Anche la creazione di nuovi rimedi e cure mediche passerà sempre più spesso per un laboratorio in assenza di gravità. Quindi margini operativi che migliorano, nuovi prodotti che arrivano più in fretta sul mercato.

Pensate anche alle opportunità che si aprono per aziende diciamo tradizionali di rifornire con componenti di ogni genere le missioni spaziali, o anche solo il prossimo razzo che trasporta rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Questo è un bellissimo esempio tutto italiano, un’azienda che dalle cinture di sicurezza per la Formula Uno si è espanso nell’aerospazio. Lavorare con un settore complesso come quello spaziale genera tante occasioni di migliorare i propri prodotti per queste aziende ‘classiche’, innescando un circolo virtuoso e quindi potenzialmente rafforzando la loro competitività nel lungo periodo, con benefici effetti per fatturato e margini.

Pensate poi al vastissimo campo di applicazione di dati e segnali sempre più sofisticati trasmessi da satelliti: dalle immagini della Terra, al posizionamento e navigazione alle telecomunicazioni. L’intreccio di questi input con altri sensori e tecnologie genera innovazioni e migliora efficacia & efficienza di tutti i trasporti, inclusi droni e auto, nella logistica, ma anche in agricoltura, pesca, gestione del territorio e dell’ambiente. Oltre ovviamente a sicurezza, difesa, gestione di emergenze e servizi location-based per i consumatori, sempre più fruibili tramite app del vostro cellulare. Qui le possibilità di fare business sono davvero sterminate e solo in piccola parte esplorate. La fantasia degli imprenditori ed il coraggio dei tecnici porterà benefici ad oggi difficilmente quantificabili.

L’Unione Europea da oltre 20 anni ha messo in opera dei programmi spaziali, creando e gestendo infrastrutture che nessuno Stato Membro avrebbe potuto realizzare da solo per costo e complessità. Galileo/EGNOS (navigazione satellitare) e Copernicus (osservazione della Terra) sono già operativi, generando dati e segnali con caratteristiche assolutamente uniche (e.g. precisione di centimetri, affidabilità del segnale), che offrono appunto grandi possibilità ad aziende esistenti o start-ups di sviluppare o utilizzare soluzioni innovative, per mercati commerciali, governativi o per i semplici cittadini.

Nel programma spaziale UE, abbiamo anche avviato CASSINI, un’iniziativa a supporto dell’imprenditoria ‘space-based’ per rendere la vita meno dura a chi fa impresa, dal momento in cui concepisce l’idea a quando deve chiudere il prossimo round di finanziamento. Le prime azioni sono già operative, altre verranno attivate entro il 2022. Tenetele sott’occhio se avete un cugino che sta lavorando ad un progetto con i dati spaziali o sta costruendo un satellite in garage.

Ci vuole quindi davvero un incoraggiamento e un plauso all’impegno di tutti i professionisti e le organizzazioni che tendono ad avvicinare i settori più diversi alle tecnologie spaziali. Lo spazio direttamente o indirettamente serve a tutti, ai consumatori, alle imprese, alle amministrazioni pubbliche. Altro che Paperone-Musk contro Rockerduck-Bezos e la corsa allo spazio.


Questo articolo è pubblicato a titolo personale, le informazioni e le opinioni esposte sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente l’opinione ufficiale del Commissione Europea.

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